ANNO 16 n° 275
I personaggi deandreiani protagonisti di ''Una storia sbagliata''
di Angelo Deiana
07/07/2012 - 04:00

VITERBO - Ha tratto alcuni personaggi da ''No al denaro, no all'amore né al cielo'', altri da ''Storia di un impiegato'', i due concept album scritti da Fabrizio De André e musicati da Nicola Piovani tra il 1970 e il 1972. Ci ha aggiunto i protagonisti di altri celebri brani del cantautore genovese, li ha agitati nello shaker della sua fantasia e li ha fatti incontrare in un'unica storia: ''Una storia sbagliata''.

Questo il titolo dell'opera prima di Angelo Deiana, 20 anni compiuti da poco, studente universitario lla facoltà di Lettere moderne dell'Università della Tuscia.

Un lavoro ardito, quello di Deiana, nato dalla sua passione per De André e dall'innamoramento per quei personaggi, tutti poveri diavoli, che è stato presentato ieri sera a Caffeina Cultura.

''Le loro storie, che ho ascoltato fin da bambino - racconta Deiana- mi si sono stampate nella mente e nell'anima. E' come se quei personaggi li avessi visti vivere. Le loro storie le ho sempre custodite dentro me, aspettando il momento giusto per ridargli una comune storia. Ovviamente sbagliata, come quella che gli cucì addosso De André. E non potevo che farli incontrare a Genova – aggiunge - nei caruggi, in quei vicoli dove “l'aria è spessa, carica di sale, gonfia di odori. Quella Genova così mirabilmente cantata da Faber''.

Il personaggio principale del romanzo è Renato Barolo, il bombarolo che nel 1968 avrebbe voluto far saltare in aria il Parlamento, ma finì per piazzare il tritolo sotto un chiosco di giornali. Il bombarolo riesce a evadere dal carcere in cui stava scontando la pena per l'attentato. In cella aveva conosciuto Don Raffé e Ciccirenella, quello che con la ricetta di mammà, preparava caffè sublimi. E proprio Don Raffé gli procura una nuova identità e un posto dove, sotto falso nome, potrà provare a rifarsi una vita. Quel posto è Genova.

Lì incontra il malato di cuore, il chimico, l'ottico, Sally e, via via, gli altri personaggi deandreiani. Soprattutto incontra il giudice, quello di “un metro e mezzo di statura”, che deve essere “una carogna di sicuro, perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo”. Un uomo gelido, il giudice, che ha in odio l'umanità intera, dalla quale si sente emarginato a causa della sua deformità. A lui non interessa fare giustizia, ma gode nel giustiziare il prossimo.

Ed è proprio l'incontro col giudice e la constatazione che mentre era in galera la situazione sociale italiana è precipitata, ad indurre il bombarolo a ideare un altro gesto eclatante, che dia un senso alla sua esistenza. Ma lo darà alla sua morte.

E' nella descrizione dei personaggi che Deiana dà il meglio di sé, riuscendo a restituire appieno, a ciascuno, la complessa psicologia che De André ha sintetizzato nei suoi brani. Emergono così tutte le piccolezze, le fobie, i cinismi, ma anche, per quelli che ce l'hanno, l'altruismo, la voglia di riscatto, la forza di lottare per cambiare una società della quale, per un motivo o per l'altro, non riescono a sentirsi parte.

Un altro personaggio centrale del romanzo è il suonatore Jones”, ubriacone, perdigiorno e perdinotte, maleducato. Ma in grado di sognare e di far sognare con la sua musica. Jones muore improvvisamente, lasciando sbigottiti e smarriti i suoi seguaci.

Nessuno conosce il suo vero nome né sa da dove sia arrivato. Un mistero che viene svelato solo nelle ultime tre righe del libro. Leggendo la lapide che un altro misterioso personaggio pone sulla sua tomba: “Porto il nome di tutti i battesimi - Fabrizio De André - 11 gennaio 1999”.






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