ANNO 16 n° 272
''I marò vanno
giudicati in Italia''
Il ministro della Difesa Roberta Pinotti all'Aves con 600 studenti delle superiori
07/04/2016 - 13:18

di Nicola Savino

VITERBO - Quanto è vicina l'istituzione militare alla città? Tanto, soprattutto a Viterbo che è sede storica di importanti strutture dell'Esercito e dell'Aeronautica. Ma c'è un passaggio ulteriore che si concretizza nella presenza negli hangar dell'Aves del ministro della Difesa Roberta Pinotti che incontra gli alunni delle quarte e delle quinte classi di alcuni istituti superiori della Tuscia. Una mattinata speciale per i ragazzi che, prima di ascoltare la responsabile delle Forze Armate italiane, hanno la possibilità di visitare le strutture e i velivoli e di ricevere notizie presso l'Infopoint, appositamente allestito.

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Sono circa 600 gli studenti appartenenti a 13 scuole (Orioli, S. Rosa, Buratti, Ruffini, Paolo Savi, Leonardo da Vinci, Rousseau, Farnese di Caprarola, Dalla Chiesa di Montefiascone, Besta di Orte, Canonica di Vetralla - Tuscania, Agosti di Bagnoregio e Meucci di Ronciglione) che partecipano all'iniziativa, nell'ambito di un protocollo di intesa stilato tra ministero della Difesa e Miur per tenere conferenze e incontri con le scolaresche. Ad accogliere il ministro, accompagnata dal capo di stato maggiore generale Errico, il comandante dell'Aves, generale Bettelli, e le autorità cittadine. A sollecitare la senatrice Pinotti, Franca Fialdini, conduttrice quotidiana di Uno Mattina.

I temi affrontati sono tanti, alcuni anche sollecitati dalle domande dei ragazzi. Intanto, un elogio convinto: ''I nostri militari - sottolinea con vigore il ministro - non solo sono preparati come soldati, ma dovunque nel mondo siamo presenti con le nostre missioni, sappiamo farci apprezzare per la nostra umanità, per la capacità di dialogare con le autorità del posto e con i cittadini. Portiamo aiuti concreti e interveniamo per risolvere problemi d'ogni genere. Diciamo la verità: siamo davvero bravi''. Il generale Bettelli era stato ancor più esplicito nell'intervento di saluto, sostenendo che tutti noi ''dobbiamo essere orgogliosi dei nostri soldati nel mondo''. Tema di stringente attualità è quello dell'immigrazione. ''Le nostre navi intervengono per salvare i migranti? Perché ci si meraviglia e si creano polemiche? - si chiede il ministro Pinotti - E' un dovere non solo delle navi militari ma di tutte le navi, anche quelle commerciali, intervenire quando c'è qualcuno in difficoltà in mare. Lo dice il codice della navigazione. In molti casi si tratta di disperati che fuggono dalla guerra, dalla carestia, dalla violenza: quelle persone hanno il diritto di essere accolte. Agli altri va data ugualmente accoglienza e poi, attraverso accordi bilaterali con i Paesi di provenienza, devono ritornare nelle loro terre. Questo è l'approccio giusto. All'inizio l'Italia ha fatto tantissimo da sola, oggi per fortuna anche l'Europa dà una mano'.

E l'operazione ''Strade sicure''? ''Sono impegnati circa 6400 militari e, se ce lo chiedono, potremmo arrivare anche a 10mila. Non stabiliamo noi dove e come utilizzarli, perché c'è un apposito organismo che si occupa di questo, ma posso solo dire che le forze armate contribuiscono alla sicurezza di tutti i cittadini. I nostri soldati hanno svolto un ottimo lavoro in occasione dell'Expo, e ugualmente stanno operando per il Giubileo. La nostra risposta ai terroristi non è non fare quegli eventi, ma farli in sicurezza come è avvenuto finora. Così vinciamo contro chi vive di cultura di morte''.

Da uno studente arriva la domanda cruciale sui marò ancora trattenuti in India. ''Intanto - chiarisce la senatrice Pinotti - uno, Massimiliano Latorre, è in Italia, mentre Salvatore Girone è ancora in India. La vicenda non è stata affrontata all'inizio secondo una procedura corretta, a mio avviso. I marò erano in missione e godevano della cosiddetta 'immunità funzionale'. Davanti al Tribunale internazionale della navigazione, nell'udienza di qualche giorno fa, abbiamo sostenuto con vigore le nostre ragioni: i due militari sono soggetti alla giurisdizione italiana e quindi. se hanno commesso dei reati, vanno giudicati in Italia. Nei prossimi giorni ci sarà la sentenza e noi siamo molto fiduciosi di vedere riconosciute le nostre tesi''. Sempre dagli studenti, arriva una sollecitazione su un eventuale esercito europeo. ''E' auspicabile - conclude il ministro Roberta Pinotti - ma il cammino è ancora lungo. L'integrazione spesso avviene sul campo perché di fatto manca un quadro normativo internazionale. Direi che su questo noi italiani siamo bravissimi a mettere insieme le esigenze di tutti senza aspettare le decisioni della politica che sono decisamente più lente''.

 

 


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