ANNO 16 n° 274
I legali di Bonucci depositano le repliche
I difensori di Camilli preparano l'appello
16/08/2012 - 04:00

VITERBO - Giornata di intenso lavoro per gli avvocati del difensore centrale della Juventus e della Nazionale Leonardo Bonucci e per quelli del patron del Grosseto Calcio Piero Camilli.

Entro questa sera, infatti, dovranno depositare alla Corte di Giustizia Federale le repliche all’appello dal Procurato Stefano Palazzi contro l’assoluzione del centrale di Pianoscarano, per il quale l’accusa è tornata a chiedere tre anni e mezzo di squalifica per illecito sportivo o, in subordine, un anno per omessa denuncia.

Quelli di Camilli, invece, sono impegnati nelle ultime limature della linea difensiva con la quale tenteranno di ribaltare la pesante sentenza di primo grado: cinque anni di squalifica per il presidente e la retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro per la squadra.

Il processo d’appello per Bonucci e di tutti gli altri imputati assolti in primo grado inizierà lunedì mattina nell’ex ostello della gioventù del Foro Italico a Roma. Il giorno dopo, invece, sarà la volta Camilli.

La Juventus per il momento tace e, sebbene sia visibilmente contrariata, continua a dirsi convinta dell’innocenza dei suoi tesserati (oltre a Bonucci, torna sul banco degli imputati anche Simone Pepe). Tuttavia, tra i dirigenti bianconeri è sempre più forte il sospetto che dietro l’appello di Palazzi, pur assolutamente legittimo, si celi una battaglia tra i componenti degli organi di giustizia sportiva.

Intanto, i problemi da affrontare rimangono tutti aperti e, anzi, si aggravano, in quanto i giorni passano e il mercato non può essere programmato in modo razionale a dell'incertezza sulla sorte dei due giocatori.

La sentenza d’appello, infatti, potrebbe arrivare tra il 23 e il 24 agosto. E, se Bonucci e Pepe venissero condannati, si renderebbe indispensabile ricorrere al terzo grado di giudizio. In questo caso la tempistica rischierebbe di diventare incompatibile con l'acquisto del sostituto del difensore viterbese. Stesso discorso vale per Pepe.

Un compito ancora più arduo, invece, è quello che aspetta lo staff dei legali di Camilli e del Grosseto: smontare la motivazione della Disciplinare che hanno inflitto al presidente e alla squadra le condanne più pesanti dell’intera vicenda calcioscommesse.

Camilli continua a professarsi innocente ed ha annunciato che qualora non riuscisse ad ottenere giustizia dagli organi sportivi, ricorrerà anche al tribunale amministrativo regionale e alla giustizia ordinaria. Anche a costo di mollare tutto e uscire dal mondo del calcio.

Qualora la retrocessione del Grosseto dovesse essere confermata fino al terzo grado di giudizio, la società subirebbe anche un danno economico rilevantissimo e, probabilmente, a gennaio, si vedrebbe costretta a mettere sul mercato molti giocatori. A cominciare da quelli che non vorranno militare in Lega Pro. Ma il rischio che più preoccupa i tifosi toscani è che Camilli, in caso di conferma della condanna, mantenga il suo intendo di abbandonare il calcio.






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