

VITERBO - ''Viva Viterbo rappresenta un problema'': questo il punto fermo emerso dalla riunione del Partito Democratico, durata dalle 18 alle 21 di ieri sera. Un incontro a tratta animato, molto animato, che ha visto protagonisti i consiglieri comunali, gli assessori e la segreteria dell'unione cittadina del partito.
''Andremo dal sindaco e gli faremo presente la posizione che abbiamo preso in maniera compatta. Con diverse sfumature tutti abbiamo convenuto che Viva Viterbo non fa bene a questa maggioranza'' ha commentato il capogruppo a Palazzo dei Priori Francesco Serra.
''Quanto sono utili i consiglieri vivaviterbini?'' È La domanda che i democrat si sono posti più volte. Il più moderato di loro si è limitato a dire che il problema esiste, ma che forse è il momento di pensare ad altre faccende.
E proprio gli altri problemi sono stati protagonisti dell'incontro. Differenziata, partecipate e centro storico i temi più toccati. ''Abbiamo delle idee chiare sul da farsi - ha aggiunto Serra - è però necessario dargli gambe''.
Sulla questione Viva Viterbo sì, Viva Viterbo no, comunque la patata bollente verrà messa nelle mani del sindaco. La posizione del Pd è che la permanenza in maggioranza del deo Rossi & Barelli rappresenti un danno. Sotto accusa sia la gestione del consiglio comunale da parte di Rossi che le ''improvvide'' uscite dell'assessore Barelli. ''Proporremo al sindaco - precisa Serra - di farli uscire almeno dalla giunta''.
Nelle prossime ore sarà Oltre Le Mura, la lista del sindaco, a riunirsi e stilare la propria lista delle lamentele. Poi le varie componenti della maggioranza si incontreranno e il sindaco Michelini dovrà tirare le conlcusioni.
Ma su un punto, mentre la riunione del Pd era ancora in corso, il sindaco è stato categorico: ''Se dovremo operare degli aggiustamenti finalizzati a far girare al meglio la macchina amministrativa sono pronto, ma deve essere chiaro che la coalizione non può e non deve cambiare''.
Insomma, Michelini non intende scaricare Viva Viterbo. ''Al ballottaggio - dice - si sono schierati con me e hanno portato al centrosinistra il loro 13% dei voti, sottraendoli in larga parte al centrodestra. E io intendo rispettare quell'accordo. Ovviamente - conclude - ascolterò con attenzione ciò che mi verrà detto dal Pd e dalle altre forze della maggioranza. Se emergesse la necessità di rivedere le deleghe ne discuteremo ma, ripeto, il quadro delle alleanze non si tocca''.