ANNO 16 n° 274
''I debitori non volevano pagare''
Il procuratore Casella spiega perché ha compiuto questo gesto
08/10/2016 - 07:12

TUSCANIA – (d.s.) Il clamore sollevato dalla comparsa, in paese, del manifesto della ''Cooperativa produttori agricoli di Tuscania'' con nomi, cognomi e somme dovute dei debitori non si placa. Alcuni dei diretti interessati, iscritti nella black list, minaccia di denunciare il procuratore Francesco Casella, autore del manifesto ma lui chiarisce le cose. ''Io e il mio gruppo siamo arrivati il 26 maggio e siamo entrati in punta di piedi - precisa -, sia perché non conoscevamo il territorio e anche su indicazione del presidente e del consiglio che ci hanno chiesto di essere il più ''soft'' possibile''.

Il procuratore inizia, con questo avvertimento, il suo lavoro di risanamento della cooperativa: ''Ho cominciato a contattare tutti i debitori, che avevano già tutti i documenti delle cause in corso, per cercare di aprire un dialogo con loro, ma non ne hanno voluto sapere, quindi abbiamo mandato a queste persone delle lettere di messa in mora, ma anche questo non è servito e intanto c'erano i dipendenti che non percepivano lo stipendio da dieci mesi''.

Il lavoro di Casella si complica sempre di più con il passare del tempo: ''Io vengo messo lì per sanare le situazioni e ho dovuto iniziare dal basso a cercare di recuperare e ho trovato solo ostruzionismo, dei muri dappertutto, mi sono consigliato con i miei legali, ho detto 'cosa facciamo?' e questo già tre mesi fa, e mi hanno detto 'c'è da fare un'azione dimostrativa, un qualcosa di forte', e io cosa faccio?. Metto all'occorrente il consiglio che si potrebbe fare una cosa del genere però succede che non c'erano, all'epoca, le tipografie che volevano stamparmi questa cosa, allora ho lasciato stare''.

Casella si rimette a lavorare a testa bassa per recuperare i crediti della cooperativa. ''Ho proseguito nel mio lavoro di ristrutturazione cercando di dare il meglio e i risultati ci sono stai giorno per giorno - racconta -, poi mi sono interfacciato con le banche con tutte, perché abbiamo un monte debito parecchio importante però anche le banche mi hanno detto 'sì signor Casella però avete anche crediti importanti, dimostrate che voi riuscite a portare a casa i crediti che noi vi ridaremo credito' alla fine mi sono detto che bisognava fare un'azione forte che ci potesse far parlare e vedere di smuovere un po’ le acque perché non è una situazione facile, abbiamo dei costi giornalieri molto importanti per tenere in piedi la situazione e quindi io ho fatto questo gesto addossandomene i rischi''.

Ma il procuratore va avanti, anche se rischia delle denunce. ''Ho messo in conto anche questo - spiega - ma ho anche messo in conto che nel momento in cui io andrò a presentarmi davanti alle autorità dirò che non stiamo parlando di debitori nuovi, freschi, gente che ha avuto problemi momentanei di sostentamento, qui stiamo parlando di gente che guadagna oltre 50mila euro l’anno, che dicono di pagare gli alimenti alle mogli separate e non lo fanno, gente che viaggia con belle macchine, cioè io prima di fare una cosa del genere mi sono ben documentato è tutta gente che ci marcia sopra, che fanno la vita da multimilionari e non pagano nessuno, ma mi prendo la responsabilità di quello che dico''.

''Non ho fatto questo gesto per ergermi a Robin Hood - conclude -, l'ho fatto perché è ora di finirla, cioè questa gente è gente senza scrupoli e non gli interessa niente. Un signore un giorno viene in ufficio e fa 'mi dovete pagare', e io 'lo so benissimo, paghiamo', dò disposizione di fare i pagamenti dopo vengo a sapere che questo stesso signore che, tra l'altro è sul cartello, a noi deve 12mila però l'azienda per comodo l'ha intestata al figlio. Bisogna saperle le cose, io ho tutto documentato e lo porterò alle autorità che mi chiameranno, se mi chiameranno. Se dopo avrò sbagliato, sono qui, ritengo, perché credo nella legge, che se avrò sbagliato pagherò, però quello che ho fatto l'ho fatto e lo sto facendo per il bene della cooperativa e perché credo nelle sue potenzialità''.

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