ANNO 16 n° 273
''I beni urbani non si toccano''
Rimane sospesa la questione sui patti di collaborazione
03/02/2017 - 09:58

VITERBO - ''Ho perso le parole'', cantava Ligabue. E ci hanno pensato i consiglieri comunali di Viterbo a ritrovarle. Questa mattina, infatti, si sono riuniti per modificare il linguaggio usato nel regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione riguardo la cura dei beni urbani. A volte sono troppe le cose sottointese e i concetti espressi male. 

Il primo bersaglio, a proposito di concetti sottointesi, è l'articolo 4 che tutela i cittadini attivi. Ma solo maggiorenni. Si punta, quindi, a regolarizzare i più giovani che volessero aiutare nella pulizia della città con attività particolari racchiuse in due nuovi punti proposti. I patti di collaborazione con i minorenni vengono approvati, ma tramite scuole, associazioni o comitati di maggiorenni. E solo per determinate attività che non comportino un certo pericolo. 

Lo scontro più acceso tra idee politiche arriva riguardo l'intoccabilità delle opere urbane. La parola ''attività'', infatti, risulta troppo ampia: i beni cittadini non possono essere toccati se non da mano esperta. A chiederlo sono i rappresentanti della maggioranza che ottengono la possibilità di modificare la proposta specificando le attività che possono essre intraprese dai cittadini. Si parla di pulizia, nel particolare. Ma l'articolo 5 rimane indigesto: sospeso in attesa di nuova riformulazione. 

Sono molte le questioni che rimangono sospese e gli articoli che richiedono una nuova formulazione da presentare alla prossima commissione. Ma il problema da affrontare rimane l'approccio alla lingua italiana e il buon uso delle parole. Anzi, l'uso delle buon parole. 






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