

di Stefano Marini Balestra
VITERBO - Nuova udienza del processo ''Mafia viterbese''. Davanti al Collegio presieduto dal presidente Mautone sono stati ascoltati testi dell’accusa esaminati dal pm Tucci per la prova della penale responsabilità degli imputati Pavel, Erasmi e Pecci nei cui loro confronti il processo prosegue, non avendo accettato il rito abbreviato. Ricordiamo che Dervishi, pentito, è stato condannato a pena mite (6 anni per associazione di stampo mafioso) e sconta la pena in carcere.
Nell'udienza di ieri è stato esaminato come teste un imprenditore che vide piombare nel suo ufficio il terzetto per “incassare” un credito di un falegname nei confronti del quale era in debito. Siccome la”procedura” di recupero gli era apparsa strana, si rivolse alla Questura. Il teste ha sottolineato che, quando lui ha problemi nell'ottenere pagamenti per il recupero si rivolge al suo avvocato. Un operaio albanese, ha confermato invece di aver partecipato a fatti dolosi consistiti nell'incendio di veicoli. Infine il test parte civile, un rumeno ha confermato di aver ricevuto avvertimenti e minacce da Rebeshi per la questione dell’apertura del locale Theatro. Il processo prosegue il 15 ottobre prossimo. Sarà ascoltato in videoconferenza dal carcere il “pentito” Rebeshi.