ANNO 16 n° 275
''Ho lasciato l'Ucraina per mettere in salvo i miei figli, ma voglio tornare e lottare per il mio popolo''
Irina vive ora a Civita Castellana, mentre il marito a Lviv ha aperto un punto di ricovero per profughi
Alessandra
12/03/2022 - 06:37
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA -  'Splende il sole oggi a Civita Castellana, ma nel mio cuore porto la paura, il sangue e le lacrime del mio popolo devastato da una guerra ingiusta. Mi chiamo Irina Horbach e sono una donna scappata dall'Ucraina bombardata'. Un lungo silenzio, gli occhi socchiusi e le mani che si congiungono in preghiera. Poi un sospiro e il racconto che prosegue con fermezza: 'Era quel maledetto 24 febbraio, quando dopo aver appreso che l'esercito russo aveva invaso la capitale decido di lasciare il mio paese, Lviv, ad ovest dell'Ucraina, il prima possibile. Il pensiero era solo uno: mettere in salvo i miei figli. In Italia, precisamente a Civita Castellana, vivono da tempo alcuni parenti. Decido di partire immediatamente, butto in valigia quattro cose alla rinfusa e parto con i miei figli e mio marito. In dogana la fila di macchine pronte a lasciare il paese era interminabile, siamo rimasti li per più di 20 ore, un tempo infinito, un'attesa devastante. A mio marito non fu concesso di lasciare il paese perchè, nel frattempo, erano cambiate le direttive e agli uomini veniva imposto di restare e combattere. Fu un duro colpo per me, dovermi separare da lui, e lasciare che tornasse sotto i colpi dei mortai. Temere di non rivederlo mai più. Ma purtroppo non c'era tempo per gli addii. Dovemmo separarci. Un lungo abbraccio e poi il viaggio in macchina. Sola coi bambini. Fu difficile, i chilometri erano tanti, guidai per tre giorni di fila, facendo tappa in Polonia e a Tarvisio.

Poi finalmente l'arrivo a Civita Castellana e l'abbraccio della famiglia e di una comunità intera, che si è dimostrata sin da subito accogliente e generosa.

Siamo qui da circa due settimane e pia piano ci stiamo integrando, ma il mio pensiero va sempre alla mia terra, ai miei famigliari e a mio marito. La mia città, Lviv, è diventata 'la città degli uomini' e li, nella nostra casa, mio marito ha aperto un punto di accoglienza di aiuti temporanei per i profughi pronti a lasciare il paese'.

'Apprezzo molto il suo coraggio - ha infine dichiarato Irina - e nonostante io mi trovi molto bene qui con i miei figli, sono pronta a tornare nel mio paese per lottare al fianco del mio popolo, in nome della libertà tanto cara alla nostra bella e martoriata nazione'.






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