ANNO 16 n° 274
Harry Potter: è l'inizio della fine, fan accampati a Londra
Film presentato in Italia ai gestori delle sale
07/07/2011 - 11:17

Dopo 14 anni, sette libri e otto film, con 6,4 miliardi di sterline di profitti, 450 milioni di copie vendute in 70 lingue del mondo, ma anche 160 paia di occhiali tondi indossati da Daniel Radcliffe sul set, 25 mila costumi e 600 divise scolastiche, 2182 litri di shampoo e balsamo per i capelli degli attori, 5800 cicatrici a forma di fulmine, 900 fiale della memoria, è arrivato il momento della parola fine: domani a Londra si alza il sipario su Harry Potter.

 

'I doni della morte, parte seconda', il gran finale della saga del piccolo mago con la cicatrice sulla fronte con cui J.K. Rowling ha ipnotizzato grandi e bambini dai sette ai settanta è arrivato al capolinea dove tutto era cominciato, in una Hogwarts devastata e ridotta a un cumulo di macerie , ma anche al binario 9 e tre quarti della stazione londinese di King's Cross. E' stato proprio in un grande albergo alle spalle di King's Cross che 22 'talenti' della serie - con Daniel Radcliffe, impegnato a Broadway, in teleconferenza da New York - hanno presentato in una conferenza stampa 'l'inizio della finé. Harry annienta Voldemort - un 'cattivo high-tech' come lo ha definito il suo interprete Ralph Fiennes - in un tour de force che il Daily Telegraph, nella prima recensione oggi, ha definito 'genuinamente terrificante'.

 

E' solo una coincidenza che passa per la testa di chi ha intrecciato la propria vita con le avventure di Harry, Ron e Hermione che una serie cinematografica arrivata nelle sale nel novembre 2001, due mesi dopo l'11 settembre, si chiuda nell'anno della morte di Osama Bin Laden.

 

Nell'epico finale diretto da David Yates, il regista di 'Ordine della Fenice', 'Principe Mezzosague' e 'Doni della morte parte 1', la battaglia tra le forze del bene e quelle del male nel mondo della magia è a tutto campo. Una battaglia combattuta a colpi di straordinari effetti speciali - 'l'eredità che abbiamo lasciato all'industria britannica del cinema', ha detto il produttore storico David Barron - e che per la prima volta per un film di Harry Potter si potrà vedere anche in 3D. In attesa del red carpet di domani tremila di fan sono accampati a Trafalgar Square, in un clima di festa venato di mestizia: è lo stesso effetto che la fine della saga ha avuto sui protagonisti, tre giovani attori che sono letteralmente cresciuto sullo schermo: 'Mi fa triste rivedere i vecchi film, come eravamo innocenti e adorabili, ma sono anche orgoglioso di come siamo diventati', dice Daniel. E Rupert Grint gli fa eco: 'Mi mancherà Ron perché era più il tempo che ero lui di quello in cui ero me stesso'.

 

Emma Watson, elegantissima e che ha nella testa mille progetti per il 'dopo Hermione' tra cui uno nel mondo della moda con Alberta Ferretti, suona quasi come una pensionata anzitempo: 'Avevamo sempre cinque o sei mesi di pausa tra un film e l'altro. Ma dopo l'ultimo ho cominciato a chiedermi quando saremmo ritornati sul set'. Col passare degli anni i personaggi crescevano e le loro storie diventavano più dark, più complesse. 'Il potere dell'amore, ma anche la morte, è un tema ricorrente', dice Yates. Per Alan Rickman, che interpreta l'enigmatico professore Severus Piton, 'si tratta di stimolare l'immaginazione: anche quella è un muscolo che deve essere sviluppato quando un bambino cresce. E per questo bisogna riflettere su grandi temi: cosa è giusto e cosa è sbagliato. Di chi devo fidarmi, cos'é la lealta'.

 

Tutti interrogativi al cuore del ruolo che Rickman ha interpretato in questi anni e che nei doni della morte Parte Seconda trovano la loro soluzione nel gesto ultimo del suo personaggio. J.K. Rowling ha confermato che non scriverà più libri di Harry Potter: i suoi libri che hanno cominciato ad apparire quando Bill Clinton era ancora alla casa Bianca e Tony Blair entrava a Downing Street, quando le Twin Towers erano ancora in piedi e Guantanamo ancora non esisteva, ma quando venne creata si disse che aveva ispirato Azkaban. Un prequel? 'C'é un tempo e un luogo per ogni cosa', dice filosofico Yates. Per ora ai fan resta Pottermore, il sito che debutterà in autunno. Ma intanto, godiamoci il film.

(Ansa)






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