ANNO 16 n° 275
Gustiamo insieme la vita e combattiamo i disturbi alimentari
Una conferenza per informare sugli aspetti delle patologie e per sottolineare l’importanza della rete d’aiuto

VITERBO – I disturbi del comportamento alimentare sono una patologia e devono essere trattati e curati in quanto tali. Nella conferenza di ieri si è parlato dell’importanza della rete di aiuto e di come molteplici realtà territoriali sono pronte per aiutare chi ne soffre e dare una mano anche alle famiglie dei soggetti.

Il progetto è nato da Nadia Accetti, Presidente della ONLUS Donna Donna, che oltre a raccontare la sua toccante testimonianza ha voluto chiarire i molti aspetti della malattia, troppo spesso sottovalutati, e di come chi ne soffre possa ricevere tutto l’aiuto necessario.

L’assessore ai servizi sociali Antonella Sberna, ha diretto la conferenza presentando ogni relatore e sottolineando l’importante azione dell’IISS Francesco Orioli per questo progetto, ma anche per la costante azione della preside Simonetta Pachella e dei suoi ragazzi nel sociale. Il progetto “Gustiamo insieme la vita”, volto alla sensibilizzazione dei disturbi del comportamento alimentare, è nato prima dello scoppio della pandemia e nonostante le difficoltà della situazione storica è stato portato avanti con coraggio dalle associazioni e dai ragazzi dell’istituto.

“Tutti i giorni dobbiamo essere uno l’amico dell’altro e guardarci con amore – afferma con vigore Accetti e madre del progetto – la morte non ha l’ultima parola, la luce e la vita devono vincere.” Con queste splendide parole Accetti spiega ai numerosi spettatori che il logo rappresentante i disturbi alimentari, ovvero il fiocchetto lilla, nasce in occasione della morte di una ragazza causata dalla bulimia.

“ I disturbi alimentari nascono da esperienze di violenza fisica e psicologica, da episodi di bullismo e anche da canoni di bellezza socialmente imposti – delucidano alcuni ragazzi dell’indirizzo Grafico dell’Orioli in un video da loro realizzato - la perfezione non esiste, siamo un capolavoro unico e irripetibile. Capire è il primo passo per vincere.

“La campagna mi sta molto a cuore – dichiara Simonetta Pachella Preside dell’istituto Orioli - I disturbi alimentari sono direttamente legati ad un disagio che le persone vivono con se stessi e, purtroppo, anche con l’ambiente circondante. Per questo motivo la società è direttamente responsabile del malessere delle persone. Quando si parla di società non si intende un ente astratto, perché essa è formata da tutti noi e dall’insieme delle nostre personalità.

La personalità – chiarisce la Preside - è data dall’ereditarietà e ambiente. Parlando con i genitori mi rendo conto che noi adulti abbiamo sbagliato a dare ai ragazzi l’illusione che qualsiasi azione possa esser giustificata. Dobbiamo imparare noi tutti che ogni parola e gesto che facciamo è esattamente come quando buttiamo un sasso su uno stagno. La pietra non si limita ad affondare, ma genera onde che vanno a lambire ogni centimetro dello stagno. Queste sono le conseguenze delle nostre azioni.

Stiamo crescendo giovani – continua – che non riescono a trovare il nesso tra una causa e un effetto. Dobbiamo riscoprire l’importanza che le nostre parole e azioni hanno effetto sulla vita degli altri e quando lo faremo la società sarà inevitabilmente migliore. I disturbi alimentari portano all’annullamento di se stessi quindi è necessario riscoprire il senso di vivere insieme e, soprattutto, la gioia che nasce dall’essere dal vivere insieme e sarà possibile soltanto quando si comprenderà fino in fondo che quel sasso lanciato andrà a toccare ogni centimetro delle sponde dello stagno.”

“Confagricoltura donna è vicino ai temi della società – enuncia Alessandra Oddi Baglioni presidente Confagricoltura donna - si impegna nell’imprenditoria femminile ed elabora le politiche di genere con l’obbiettivo di rappresentare un agricoltura più vasta. Condivisione è la parola chiave e lo spirito che accomuna le imprenditrici è favorire lo scambio delle conoscenze. Non è il cibo il nemico da combattere, ma il migliore alleato e bisogna unire il tema della produttività con le aree della salute e della sicurezza. Mai come ora questi temi sono connessi, infatti la possibilità di stare casa ci ha fatto riflettere sui valori che possiede il cibo.”

“Il tema dei disturbi del comportamento alimenta re è un argomento che rimanda il gusto e il gusto il cibo – sottolinea Bettina Sabatini, Psicologa appartenente a Confagricoltura – sembrerebbe un controsenso parlare di gusto e disturbi alimentari, ma noi di Confagricoltura vogliamo far riavvicinare i giovani alla cultura del cibo e alle aziende che sono le basi dell’alimentazione e la dieta mediterranea, che nel 2010 è stata inserita nel patrimonio UNESCO. La cultura del cibo può diventare il patrimonio culturale del nostro paese se i giovani vengono adeguatamente sensibilizzati.”

“Non bisogna scindere l’alimento e le sue caratteristiche nutrizionali e culturali con l’approccio della persona che soffre di queste patologie – chiarisce Stefania Ruggeri, ricercatrice del CREA - Vi sono molte forme su cui intervenire, tra cui proporre un nuovo modo per pensare al nutrimento, attraverso un rapporto sano che viene instaurato già quando il bambino è nel grembo materno. L’adolescenza è un età molto delicata e se non si sono creati basi forti riguardo alla cultura del cibo, i ragazzi saranno più fragili.”

“Durante il lockdown si è verificato un innalzamento disturbi alimentari 20-30 % - asserisce Paola Medde, Presidente dell’Ordine degli Psicologi nel Lazio - forse i disturbi erano già presenti nelle persone, ma nascosti perché le palestre o altri luoghi utili a mantenersi in forma erano aperti, il rimanere a casa, però, ha cambiato l’andamento. Il lavoro presente dal 2014 Psicologia e alimentazione, non tratta solo di problematiche inerenti ai disturbi comportamentali dell’alimentazione, ma anche del rapporto che ciascuno di noi instaura con il cibo e proprio peso.

Le persone che ne soffrono non riescono a gustare non solo il cibo – continua - ma anche le relazioni e la vita stessa. Il fenomeno che avviene nelle persone affette è una riduzione dello spazio visivo: il mondo viene visto attraverso una minuscola fessura dove si intravedono soltanto calorie e ossessione nei confronti del cibo. E’ un atteggiamento da combattere ed è necessaria una rete di collaborazioni multidisciplinari dove si sostengono i giovani che, attualmente, sono i più penalizzati da questo momento di grande difficoltà. Non basta aiutare soltanto i ragazzi, ma anche le loro famiglie così che, a loro volta, anche le famiglie possono aiutare il ragazzo o la ragazza con disturbi del comportamento alimentare. La vita è colore e entusiasmo, non solo calorie”

“ In Italia sono 3 milioni le persone affette da disturbi del comportamento alimentare e se si aggiungono anche le persone obese si raggiungono i 6 milioni – illustra Sergio Cavasino, Dottore presso l’Asl di Viterbo – La rete di aiuto deve essere multifunzionale e comprendere anche le associazioni di volontariato, fondamentali in questa battaglia grazie al loro supporto e la loro testimonianza. Anche in questi disturbi è importante la tempestività:nel momento in cui o la famiglia o i ragazzi oppure entrambi si accorgono della presenza del malessere e del disturbo del comportamento è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi territoriali. Prima si interviene e prima si guarisce; una terapia media ha una tempistica di 2-4 anni e se il trattamento non viene fatto subito gli anni potrebbero aumentare.”

“Siamo sempre più presenti nel territorio e sempre più disposti a creare una rete con le altre categorie professionali – assicura con fermezza Salvatore Menditto, Dottore appartenente all’Ordine dei Farmacisti di Viterbo - ciascuno di noi farmacisti è pronto a mettere a disposizione le proprie competenze, senza invadere il campo di altre professioni. Questo tipo di disturbo affligge milioni di persone soprattutto ragazzi e giovani adulti che vanno dai 12 ai 25 anni. Non è solo questione di immagine, ma è una condizione che ha cause ancora più profonde. Bisogna prevenire, informare e intervenire direttamente sui primi segnali.

Quello che voglio dire – sottolinea Menditto - a nome di tutti i colleghi, è che noi farmacisti possiamo esser facilmente raggiungibili in ogni orario e nella maggior parte dei luoghi perché le farmacie sono distribuite in maniera capillare all’interno del territorio. Noi apriamo le nostre porte e possiamo essere di aiuto cercando di andare a scovare le situazioni apparentemente nascoste, collaborare nella rete di aiuto e anche supportare le persone tramite la distribuzione di materiale informativo.”

“E’ più di 20 anni che lavoro nel settore della ricerca e dell’insegnamento della scienza dell’alimentazione – enuncia Nicolò Merendino, Professore dell’Università degli Studi della Tuscia - sono due aree che si sposano insieme e una porta avanti l’altra. C’è confusione con il rapporto che abbiamo con gli alimenti e con internet si diffondono notevoli informazioni false per ottenere likes facili. Mi diverto a leggere queste notizie per scoprire la fantasia dell’uomo e ultimamente ho avuto modo di leggere questa fake news: bere acqua calda e limone al mattino permette di dimagrire e se non andiamo in bagno subito questa acqua continua ad andare in circolo nel corpo e aiuta nel dimagrimento. La notizia dovrebbe far sorridere invece molte persone ci credono, sarebbe bello ma non è così.

Un’altra assurdità che ho sentito – continua sorridendo - consiste che la sudorazione causa una perdita di peso e alcune persone si allenano con delle fasce di plastica addosso. Questo, oltre a essere falso è anche un comportamento dannoso perché non è la sudorazione che causa la perdita di peso, ma l’attività fisica. Bisogna credere nella scienza e nel metodo scientifico. Usiamo la testa per analizzare le notizie che riceviamo e affidiamoci a persone che hanno veramente le competenze che ci aiutano in qualsiasi percorso che dobbiamo intraprendere.”

In conclusione, il Sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena ringrazia personalmente tutte le realtà presenti nel territorio che si mobilitano e interessano in prima linea per aiutare le persone con disturbi nel comportamento alimentare.

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