

Guida alle strade più belle di Madeira per un road trip perfetto

Un'isola che si racconta meglio dal finestrino
Madeira non è un'isola da cartolina fissa. È un'isola che cambia ad ogni curva – letteralmente. Bastano pochi chilometri per passare da una scogliera a picco sull'Atlantico a una foresta di lauro fitta di nebbia, e poi ancora a un altopiano spoglio che sembra arrivato da un altro pianeta. Chi la visita in fretta, magari restando solo a Funchal, si porta a casa un ricordo parziale. Chi invece prende la strada – quella vera, con i tornanti e le gallerie scavate nella roccia – scopre un'isola completamente diversa. Ed è proprio nelle strade secondarie, quelle segnate ER sulle mappe, che si nasconde il vero volto di Madeira.
Perché conviene muoversi con un'auto propria
Molti dei punti più suggestivi dell'isola non sono raggiungibili con i mezzi pubblici, o lo sono solo con percorsi lunghi e scomodi. Il Pico do Arieiro, ad esempio, è una delle poche vette al mondo di quella altezza raggiungibile direttamente in auto – un dettaglio che da solo giustifica la scelta di guidare. Lo stesso vale per molti dei miradouros (i punti panoramici) sparsi lungo la costa nord, spesso a pochi minuti da una strada principale ma completamente fuori dai circuiti organizzati. Per questo motivo, chi organizza il viaggio in autonomia sceglie quasi sempre il noleggio auto a Madeira: è la soluzione più pratica per muoversi secondo i propri tempi, fermarsi dove si vuole e raggiungere zone che i tour collettivi semplicemente saltano.
Le strade da non perdere
Non tutte le strade di Madeira sono uguali – alcune sono facili, quasi rilassanti, altre richiedono attenzione e nervi saldi. Ecco un piccolo assaggio di quello che si trova percorrendo l'isola in auto:
- ER101, tratto costiero verso Ponta Delgada: una deviazione porta a scogliere basse e spettacolari, diverse dai soliti panorami dall'alto tipici di Madeira.
- Strada da Bica da Cana verso la costa sud: scende dall'altopiano tra terrazzamenti coltivati e valli profonde, con una vista a 180 gradi sulla Ribeira Brava.
- ER110, tra Porto Moniz e il Miradouro de Encumada: attraversa il Paul da Serra, un altopiano insolitamente piatto per gli standard dell'isola, quasi lunare nella sua parte più alta.
- ER103, tra Pico do Arieiro e Faial: scende verso la costa nord attraversando una vegetazione che cambia continuamente, dai cedri di montagna al verde più tropicale della valle.
- Strada verso Ponta de São Lourenço: anche senza fare l'escursione a piedi, arrivare in auto fino in fondo alla penisola regala un affaccio diretto sull'oceano che vale la deviazione.
Chi ha tempo limitato può concentrarsi su due o tre di questi tratti; chi resta più a lungo – una settimana è la durata più indicata per non correre – può costruirci attorno l'intero itinerario.
Qualche accorgimento pratico prima di partire
Guidare a Madeira non è complicato, ma nemmeno banale. Le strade principali sono moderne, spesso a scorrimento veloce grazie a gallerie e viadotti che permettono di attraversare l'isola in tempi rapidi. Il problema – se così si può chiamare – sono gli ultimi chilometri prima di molte destinazioni: tratti stretti, a volte a corsia unica, dove capita di dover dare la precedenza a un altro veicolo in arrivo. Succede soprattutto nelle colline sopra Funchal e nei piccoli villaggi di montagna. Nulla di ingestibile, ma è meglio saperlo prima di affrontare la prima curva a strapiombo con il cuore in gola.
Un altro dettaglio utile: molte delle destinazioni fuori Funchal sono paesi piccoli, dove conviene parcheggiare all'ingresso e proseguire a piedi. E se l'itinerario prevede alloggi con vista panoramica – spesso i più suggestivi dell'isola – è probabile che l'ultimo tratto per raggiungerli sia in salita e stretto. Vale la pena scegliere un'auto compatta, più maneggevole su queste strade rispetto a modelli più grandi.
Considerazioni finali
Madeira si lascia scoprire davvero solo con calma, curva dopo curva. Le strade panoramiche dell'isola non sono un contorno al viaggio – sono spesso la parte più memorabile, quella che resta impressa più di qualsiasi spiaggia o giardino botanico. Tra altopiani che sembrano disabitati, scogliere a picco sull'oceano e foreste che cambiano colore ogni pochi minuti, l'isola premia chi è disposto a mettersi al volante e a fermarsi ogni volta che un miradouro segnalato invita a farlo. Chi organizza bene i tempi – con un itinerario di almeno una settimana – riesce a coprire la maggior parte di questi percorsi senza correre, portandosi a casa un'immagine di Madeira molto più completa di quella che si vede dai finestrini di un pullman turistico.