ANNO 16 n° 273
Guerra tra il sindaco Dottarelli e la Virtus Bolsena
18/04/2012 - 02:26

di Domenico Savino

VITERBO - ''Domenica prossima monteremo comunque la teca piazzando il defibrillatore. E lo faremo a prescindere dal veto del sindaco''. A parlare è il presidente della Virtus Bolsena Gino Finocchiaro che aveva acquistato il dispositivo salvavita dopo una cena di beneficenza e una raccolta fondi. La storia ha del paradossale (avere un defibrillatore, ma non poterlo utilizzare) solo se si pensa a quanto avvenuto lo scorso sabato a Pescara quando un giovane calciatore del Livorno, Piermario Morosini (25 anni), è morto in campo in seguito ad un malore. Oppure se si pensa a quanto ha dichiarato il dg della Lega Pro Francesco Ghirelli: ''Non aspetteremo un altro caso Morosini: senza defibrillatore stop ai campionati''.

I FATTI – Poco più di un mese e mezzo fa viene organizzata una cena di beneficenza, si crea un comitato spontaneo di cittadini per il defibrillatore. Viene raccolta una cifra considerevole e si pongono le basi per l’acquisto del dispositivo. Si arriva al 3 aprile e attraverso un comunicato la Virtus Bolsena informa che dopo il sopralluogo dell’ufficio tecnico comunale si è deciso che il defibrillatore e la relativa teca che lo dovrà contenere sarebbe stato posizionato all’interno della biglietteria dell’impianto sportivo bolsenese. Tuttavia il giorno prima della cerimonia di consegna e di collocazione dell’apparecchio arriva lo stop all’installazione.

Alla base del diniego secondo la squadra di calcio sarebbe il sindaco Paolo Dottarelli: ''Occorre sensibilità per dedicare soldi a questo tipo di iniziative – afferma uno degli organizzatori della cena -  evidentemente per il sindaco l’avere a disposizione di un defibrillatore non rientra tra le cose di suo interesse''.

''Mentre illustri cardiologi – dicono dal Comitato - auspicano che diventi obbligatorio per legge avere un defibrillatore a bordo campo in ogni manifestazione sportiva, i cittadini di Bolsena che hanno contribuito all’acquisto e gli atleti che frequentano gli impianti sportivi non possono sottostare alle bizze inspiegabili del sindaco.” Di ieri, dunque, la decisioni di impiantare la teca all’interno del entro sportivo andando contro quello che Finocchiaro chiama il niet del primo cittadino.

LA RISPOSTA DEL SINDACO - Ma Dottarelli non ci sta e risponde per le rime: ''Figuriamoci se posso mettermi di traverso ad una cosa del genere. Ci tengo a dire che l’iniziativa è ammirevole e mi domando come può un sindaco non permettere l’installazione di un defibrillatore in un campo di gioco?''.

Il primo cittadino offre la sua versione dei fatti e lo fa in modo piccato: ''Finocchiaro confonde politica, sociale e sport: io a queste bassezze non mi piego. Tutto questo è squallido. Finocchiaro ha chiamato l’ufficio tecnico del comune si era deciso di piazzarlo all’interno della biglietteria dell’impianto di gioco''.

''Il signor Finocchiaro sta cavalcando la questione in maniera politica, confondendo gli ambiti. Io non detto nulla che vietasse di montare il dispositivo. Di mio lui in mano non ha nulla. Mi sono permesso di parlare in modo informale con delle persone al di fuori del palazzetto dello sport e in quella discussione ho espresso una valutazione di buon senso: non metter il defibrillatore in quei locali  dello stadio poiché sarebbe stato esposto alle intemperie dato che è un oggetto che ha un su costo. Ma ho fatto la considerazione di conservalo in modo migliore nei locali degli impianti sportivi i modo che non si danneggi e possa essere utilizzato non solo per il calcio ma anche per gli altri sport. Ribadisco: tutto questo è squallido e se Finocchiaro vuol mescolare politica e sport lo faccia pure. Io no''.

Facebook Twitter Rss