ANNO 16 n° 188
Guardia medica trasferita a Bolsena, Acquapendente fa fronte comune contro la decisione della Asl
La sindaca Terrosi e il Partito Democratico chiedono il ritiro del provvedimento: 'La sanità delle aree interne non si taglia, l'ospedale non può essere ulteriormente depotenziato'
Francesco
07/07/2026 - 07:01
di Francesco Maria Ricci

ACQUAPENDENTE – Si allarga il fronte del dissenso contro il trasferimento del servizio di continuità assistenziale (guardia medica) dall'ospedale di Acquapendente alla Casa della Comunità di Bolsena. Alla ferma presa di posizione dell'amministrazione comunale si unisce ora anche il Partito Democratico di Acquapendente, che sostiene la richiesta di revoca del provvedimento e rilancia l'allarme sul progressivo indebolimento dei servizi sanitari nell'Alta Tuscia.

La sindaca Alessandra Terrosi ha definito la scelta della Asl 'un grave e inaccettabile depotenziamento' dell'ospedale cittadino, annunciando la formalizzazione della protesta e la richiesta di un incontro urgente con la direzione aziendale per aprire un tavolo di confronto.

'Non possiamo accettare scelte che penalizzano i servizi sanitari essenziali e, ancora una volta, la struttura ospedaliera di Acquapendente', ha dichiarato la prima cittadina, sottolineando come il provvedimento rischi di compromettere un presidio fondamentale per l'intero territorio.

Tra le criticità evidenziate emerge anche quella relativa alla distribuzione dei farmaci. Ad Acquapendente, infatti, le farmacie garantiscono il servizio di turno durante tutto l'anno, mentre nei comuni limitrofi la copertura è più limitata. Una situazione che potrebbe costringere i cittadini a raggiungere Bolsena per la visita della guardia medica e successivamente tornare ad Acquapendente per reperire i medicinali prescritti durante il turno notturno.

A sostegno dell'amministrazione è intervenuto anche il Partito Democratico di Acquapendente, guidato dal segretario Loriano Ronca, che definisce il trasferimento 'un grave passo indietro per tutto il territorio'.

'Parliamo di un servizio essenziale – sottolinea il direttivo – soprattutto per anziani, persone fragili e cittadini che vivono nelle aree interne, dove distanze e tempi di percorrenza possono fare la differenza tra un'assistenza tempestiva e un disagio inaccettabile'.

Il Pd condivide la richiesta di aprire un confronto immediato con la Asl e ribadisce tre punti considerati irrinunciabili: nessun depotenziamento dell'ospedale di Acquapendente, nessuna riduzione dei servizi sanitari nelle aree interne e una sanità pubblica capace di garantire pari diritti a tutti i cittadini.

'La salute non può essere misurata in chilometri', conclude il direttivo, assicurando il proprio sostegno a tutte le iniziative istituzionali necessarie per mantenere il servizio di continuità assistenziale presso il presidio ospedaliero di Acquapendente.

La vicenda continua così a suscitare forte preoccupazione nell'Alta Tuscia, dove istituzioni, forze politiche e cittadini chiedono alla Asl un ripensamento della decisione per salvaguardare un servizio considerato essenziale per la tutela della salute del territorio.






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