

VITERBO – Un grosso masso si è staccato nei giorni scorsi dalla parete tufacea della cosiddetta Grotta di San Salvatore, a Valllerano, uno dei siti storico-artistici più importanti e più malandati del comprensorio dei Cimini. La Grotta di San Salvatore, le cui pareti sono coperte di affreschi risalenti all'anno Mille, ormai quasi del tutto deteriorati, costituivano il nucleo centrale di un eremo rupestre benedettino scavato nella nel tufo su più livelli. Nella parte superiore erano state ricavate le piccole celle per i monaci e, più in basso, un altare e le fosse per la sepoltura degli stessi monaci.
Ora, il sito non è più visitabile in quanto il rischio crolli coinvolge l’intero costone tufaceo.
A cavallo tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, un altro crollo coinvolse le pareti esterne e parte della volta della grotta, esponendo alle intemperie i preziosi affreschi. Da allora non è stato compiuto alcun intervento per mettere in sicurezza i dipinti, tra i quali una pregevole Comunione dei santi.
Sono prossimi alla scomparsa anche altre immagini una Vergine con il bambino contornata da figure di santi, una crocifissione e una comunione degli apostoli. Un altro pezzo di storia della Tuscia sta per essere definitivamente perduto.