

Numerosi impiegati pubblici in Grecia hanno occupato alcuni ministeri chiave per protestare contro i tagli varati dal governo, mentre gli ispettori della troika (Fmi, Ue e Bce), tornati ad Atene, si apprestano a riunirsi per decidere le sorti del paese. L’audit dei revisori dell’Ue e del Fmi sui conti pubblici e sullo stato delle riforme sarà decisiva per sbloccare o meno gli aiuti internazionali.
L’occupazione dei ministeri, tra cui quelli delle Finanze, degli Affari Interni, della Giustizia, dello Sviluppo industriale, del Lavoro, della Sanità e dell’Agricoltura, è stata preannunciata dalla tv di stato, arriva subito prima dell’inizio della a riunione degli ispettori della troika e durerà fino a domani.
I rappresentanti della «troika» (Fmi, Ue e Bce) tornano oggi ad Atene per riprendere le trattative con il governo greco sulle riforme strutturali necessarie per il risanamento dell’economia del Paese, interrotte un mese fa perchè - secondo quanto aveva detto il Commissario europeo per gli Affari Economici, Olli Rehn, - il governo non aveva rispettato il programma deciso di comune accordo con la «troika» stessa.
Come riferiscono i giornali greci, i tre componenti della «troika» - Paul Tomsen, Matthias Mors e Claus Mazuch - vorranno mettere sotto la lente d’ingrandimento le tre parti del programma di risanamento per concludere il loro rapporto, interrotto appunto un mese fa, e dare il via libera alla concessione della sesta tranche del primo prestito da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia.
La prima parte comprende i licenziamenti nel settore pubblico, la sospensione provvisoria dal lavoro e l’abolizione di Enti pubblici inutili. La seconda riguarda gli Enti di assistenza sociale e le pensioni per esaminare la situazione del sistema previdenziale del Paese, mentre l’ultima parte riguarda gli introiti dello Stato.
(La Stampa.it)