

VITERBO - Torna con un nuovo progetto, confermando il dialogo con il Festival di cultura digitale Medioera, Francesco Marzetti.
''Mi chiamo Noè'', così dice Marzetti all'ingresso del suo giardino, nel quale ha costruito un'Arca di sopravvissuti al nostro tempo. Vecchi giochi per bambini, coperchi di pentole, utensili di tutti i tipi, e pezzi di Macintosh, roba ormai destinata all'indifferenziata, che invece viene da lui recuperata, 'rigenerata'. Archeologia contemporanea, azzardo un pò, ma lasciatemelo fare. Se pensiamo che il primo Mac è stato introdotto nel 1984 e a quanti computer sono finiti per essere buttati in 30 anni, riprenderli e farli diventare oggetti d'arte o di uso artistico, non si può definire in altro modo.
Creatività significa semplicemente collegare cose. Quando chiedi a persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono quasi in colpa perché non l'hanno fatto realmente, hanno solo visto qualcosa e, dopo un po', tutto gli è sembrato chiaro. Questo perché sono stati capaci di collegare le esperienze vissute e sintetizzarle in nuove cose.
(Steve Jobs, Discorso all'Università di Stanford, 12 giugno 2005)
Connettere un manufatto, qualunque esso sia, ad altri materiali per creare nuove cose, questo è il lavoro di Marzetti, nello specifico per Medioera ri-genera componenti di computer Apple facendoli diventare altro. La tecnologia in disuso che finisce in altri aspetti della comunicazione, come quello visivo, tattile e sensoriale. Un piccolo mondo fantastico, dove spazzole di macchine pulitrici insieme a pezzi di hardware diventano grandi fiori, hard disk trasformati in ominidi sembrano sorriderti e sbattere gli occhi per te, mentre ferri vecchi tramutati in serpenti fanno da sentinelle al luogo che li ospita. Poi così li ho visti io, magari voi potreste distinguere figure e storie diverse, alla fine è un gioco di visioni e di racconti.
Dal 5 al 7 aprile allo spazio attivo di Lazio Innova, gli orari seguono quelli del Festival di Medioera www.medioera.it.