


VITERBO - Lewis Carroll: ““Uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”. È con una citazione che Alessandro Maurizi annuncia la fine del Festival Ombre. Ombre Festival è un evento culturale che mette in scena spettacoli presentazioni di libri che portano sul palco i protagonisti della cultura, della giustizia, della politica italiana, dando voce a chiunque abbia qualcosa da raccontare.
Ombre Festival chiude con grande successo l’ultima edizione 2024 con un riscontro notevole di pubblico: “Il festival è stato lunghissimo – dichiara Alessandro Maurizi, organizzatore del Festival – Nel complesso è andato molto bene. Abbiamo registrato il doppo delle presenze rispetto all’anno scorso, in alcuni casi quasi il triplo. Come per esempio Cruciani, dove l’anno scorso abbiamo posizionato 150 sedie, quest’anno abbiamo ne abbiamo posizionate 450. Questo per dire che comunque la gente si è abituato, o conosce sempre di più il nostro festival”.
La forza di Ombre Festival è la trasversalità: “Noi abbiamo invitato tutti i nostri ospiti in maniera trasversale – prosegue Maurizi – Noi ci teniamo a dare voce a tutti coloro che hanno qualcosa da dire, senza pensare a politica o altro, ma solamente portando sul palco un evento culturalmente ricco di idee”.
A lavorare dietro le quinte di Ombre ci sono persone semplici, che nella vita fanno altro, e che hanno creato questa associazione per poter mettere in scena uno spettacolo culturale, che è andato oltre ogni aspettativa: “Noi siamo una squadra di persone che fanno volontariato culturale, perché noi nella vita facciamo altro e non viviamo di questo – prosegue Maurizi – Le risorse che troviamo noi le mettiamo a disposizione del festival e tutti noi, che abbiamo tanti lavori diversi, ci dedichiamo molto alla programmazione del festival. La frase di Lewis Carroll rappresenta perfettamente la nostra organizzazione, perché praticamente noi abbiamo deciso di fare questo festival per gli altri”.
Il Festival sta riscontrando un grandissimo successo e una grandissima affluenza di pubblico, ma c’è una cosa che preoccupa, e non poco, gli organizzatori dell’evento, il futuro: “La problematica di Viterbo, è che le cose nascono e muoiono – continua Maurizi – tutte le cose che sono state organizzate in questi anni, poi alla fine per un motivo o per un altro sono finite. E questa è una grande tristezza. Uno di impegna a cercare fondi e a mettere cuore un quello che fa, poi quello che magari fa male è cercare di continuare negli anni e spesso subentrano delle dinamiche che poi alla fine fanno terminare gli eventi. Io sono molto attento non solo alla riuscita dell’evento, ma a cercare di guardare al futuro. Normalmente le cose finiscono, per colpa di tanti fattori, e non voglio che questa cosa avvenga per questo festival”.
Un’altra problematica sollevata dagli organizzatori dell’evento è la partecipazione dei commercianti durante le serate del Festival, poco presenti o quasi del tutto assenti: “Credo che questa sia una nota negativa del nostro Festival, ma su cui ci si può lavorare – dichiara Maurizi – Ho notato che in alcune delle nostre piazze più importanti, come piazza della Repubblica, dove erano i nostri grandi eventi, era piena di gente, ma intorno era tutto chiuso. Si crea quasi un senso di desertificazione. È veramente una brutta cartolina per la nostra città”.
La domanda che si pone Maurizi è: “Vale la pena stare li su piazza della Repubblica a queste condizioni, o portiamo il festival dall’altra parte dove c’è più movimento?”
“Credo che se ci fosse la volontà di tutti di cambiare le cose, allora si potrebbe arrivare ad una soluzione – conclude Maurizi - Bisogna in qualche modo che anche i negozianti si adoperino per rendere la piazza più attiva, in modo da creare uno struscio significativo. Se c’è la volontà di tutti, organizzatori e commercianti, e ognuno fa la sua parte, si può creare vita e movimento all’interno del Festival. Visto che esistono molti comitati del centro, anche per quanto riguarda i commercianti, potrebbero anche loro creare delle iniziative ai margini del festival per poter rendere ancora più vivo il nostro evento”.
Per quanto riguarda l’anno prossimo, Maurizi spera di poter portare in scena altre tipologie di eventi: “Quest’anno abbiamo aperto il nostro Festival al teatro, mettendo in scena molti spettacoli. Per l’anno prossimo mi piacerebbe aprire un settore sulla filosofia, prendendo spunto dal Festival della filosofia di Modena”.