


VITERBO - Grande partecipazione e interesse al Vinitaly per il convegno dedicato alla valorizzazione della filiera castagno–legno–vino, promosso dalla Regione Lazio nello spazio della ARSIAL. L'iniziativa ha segnato il lancio di un progetto volto a rilanciare l'utilizzo del castagno laziale nella produzione di botti e barrique, rafforzando il legame tra patrimonio forestale, artigianato e vitivinicoltura del territorio.
Ad aprire l'incontro è stato l'assessore all'Agricoltura Giancarlo Righini, che ha ringraziato per la presenza e il sostegno istituzionale la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il consigliere regionale Daniele Sabatini e il presidente di ARSIAL Massimiliano Raffa, che ha portato i saluti dell'Agenzia. Presente anche il direttore della Direzione Agricoltura della Regione Lazio Roberto Aleandri.
Il progetto è stato illustrato da Paolo Gramiccia, dirigente della Regione Lazio e responsabile dell'iniziativa, mentre Ludovico Maria Botti, agronomo, vignaiolo e vicepresidente dei CEVI, ideatore e promotore del progetto, ha sottolineato l'importanza di coinvolgere i produttori laziali per ricostruire una filiera territoriale che unisca bosco, artigianato e vino.

Molto apprezzato anche l'intervento dei bottai della famiglia Cione, che hanno raccontato oltre 300 anni di tradizione nella produzione di botti in castagno e la collaborazione ormai decennale con l'azienda biologica Trebotti.
Il convegno si è concluso con una degustazione guidata di una verticale di 3S Grechetto senza solfiti affinato in botti di castagno ( annate 2021–2024) e con l'assaggio di campioni da botte della vendemmia 2025 di Violone, Sangiovese e Pinot Nero , quest'ultimo realizzato nell'ambito di una sperimentazione per la Boutique Hospitality.
Un'esperienza che ha evidenziato le grandi potenzialità del castagno laziale come elemento distintivo per una nuova enologia territoriale e sostenibile.