ANNO 16 n° 274
Gran finale di “Di Voci e Di Suoni”
L’appuntamento è per venerdì 12 e sabato 13 agosto alle ore 21,30 a Caprarola
11/08/2011 - 09:32

Ultime esibizioni per la quarta edizione del festival di musica e teatro popolare “Di Voci e Di Suoni”. A chiudere la rassegna sarà la Compagnia Teatro Popolare “Peppino Liuzzi” di Caprarola, la stessa che da anni ormai organizza e cura l’intera manifestazione, con la commedia in dialetto caprolatto “La serenata è fenita” scritta e diretta da Romolo Passini.

Caprarola. Il richiamo di una corriera che sta per partire ci proietta alla fine degli anni 50. I pendolari assonnati si muovono all’alba verso la città… lasciano l’aria pura e genuina del loro paese, un’aria profumata di sapori antichi, di serenate, di amore per la propria terra e piacevoli abitudini; vanno a Roma, dove tutto è possibile, dove il lavoro è certo. Alvise ama la musica e la vita, corteggia Margherita da sempre, è un eterno Peter Pan. Con lui c’è Checco, suo amico e “zitello” per convinzione. I due amici non vogliono partire, non sognano Roma, rimangono legati al paese, fino a quando…

L’impatto con la città, per Loviggi, Sesto, Camillo e Giacinto è un vortice di emozioni contrastanti, le pareti scrostate di un’autofficina adibita a “suite” diventano una casa confortevole e familiare, provvista di un lussuoso bagno. L'urbanizzazione, il miracolo economico…. ma fu davvero un miracolo?

Forse, per finire la serenata ci voleva proprio questo.

Anche questa volta la Compagnia “P. Liuzzi” ci propone l’ennesimo viaggio nel tempo, un viaggio pervaso, come sempre, dalla solita voglia di capire il perché di quello che siamo oggi e se, magari facendo un percorso diverso, saremmo potuti essere altro. Dopo quasi quarant’anni di attività, la curiosità è rimasta immutata così come la voglia di raccontare, perché è la tradizione orale quella alla quale attinge la Compagnia, diventando, essa stessa, portavoce e custode di quella cultura popolare che, rinnovandosi ogni giorno, costituisce semplicemente la nostra storia.

 

La Compagnia nasce nel 1972, quindi può essere considerata a tutti gli effetti la più “anziana” fra quelle esistenti nella Provincia di Viterbo, vedendo militare fra le proprie fila centinaia di persone e portando in scena decine di testi.

Da subito fu fatta la scelta di recitare in dialetto caprolatto, non tanto per una moda dell’epoca o per un fatto di praticità, ma perché questo era il linguaggio che i genitori ed i nonni usavano per raccontare le loro storie. Elemento caratterizzante è sempre stato quello di non essere una filodrammatica, ma una Compagnia che mette in scena testi originali scritti dagli stessi componenti, oppure adattamenti da classici come: Sogno di una notte di mezza estate; Ruzza, ruzza, Ruzzante; Torquato è pazzo!, che, comunque, in un modo o nell’altro, vanno a raccontare la realtà quotidiana di una comunità come quella caprolatta che potrebbe benissimo essere paragonabile a qualsiasi altra realtà della provincia italiana.

Fondamentale è stato l’incontro, all’inizio degli anni ottanta, con l’autore e regista Umberto Marino, che ha portato prima alla realizzazione di alcuni drammi radiofonici RAI (I fioretti di S.Francesco; Sogno di una notte di mezza estate; Soldatino di piombo; 06/7016494), per poi continuare con il teatro (L’ultima sigaretta; Peppini, quattro filosofi di nome Peppino) ed infine con il cinema e la fiction (Cominciò tutto per caso; Cuore cattivo; L’ultima sigaretta; Ultimo banco; S.Antonio di Padova; Il bambino di Betlemme; La fiamma sul ghiaccio).

Frutto di questa intensa collaborazione, anche le due rappresentazioni teatrali portate in scena al Teatro Parioli di Roma: De tutti li colori e Lo campanello de casa mia.

Nell’estate del 2004, oltre alla messa in scena di “Torquato è pazzo!”, la Compagnia, in collaborazione con il comitato Festeggiamenti Sagra della Nocciola, ha organizzato l’ennesima edizione di “Camminando e Teatrando”, manifestazione molto singolare che consiste nel rappresentare scene teatrali in altrettanti angoli suggestivi del centro storico di Caprarola, collegandole attraverso percorsi ricchi di storia e di cultura narrati e commentati dal locale Centro Studi e Ricerche. Proprio dalla collaborazione con quest’ultimo, nasce nel 2006 lo spettacolo Sodaccio che si ispira alla lotta fra pastori e contadini, a Caprarola, all’inizio del novecento.

Anche per quanto riguarda l’attività dell’anno 2008, ci si è dedicati, come per Sodaccio, alla messa in scena di un testo che prende spunto da fatti storici realmente accaduti e mai affrontati prima, che hanno fortemente segnato la società caprolatta, Tàvala più, tàvala meno…, ambientata in una Caprarola di fine ‘500.

L’appuntamento è per venerdì 12 e sabato 13 agosto alle ore 21,30 a Caprarola, all’interno dello spettacolare Palazzo Farnese. I proventi delle serate saranno come sempre devoluti all’Associazione “Amistrada”(www.amistrada.net) che aiuta i ragazzi e le ragazze di strada di Città del Guatemala.

 

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