

Prosegue a ritmo serrato il confronto sulla riforma del mercato del lavoro. Dopo il vertice di questa notte con il ministro Elsa Fornero, diverse fonti confermano che è previsto un incontro informale dei leader delle parti sociali alle 8,30 di mattina a Palazzo Chigi. Incontro al quale dovrebbe partecipare oltre al ministro Fornero anche il premier, Mario Monti. Per le parti sociali presenti, tra gli altri, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dopo il confronto di 3 ore stanotte con il ministro Fornero. Parallelamente, a quanto si apprende, partirà un confronto a livello tecnico al ministero del Lavoro in via Veneto per la messa a punto del testo della riforma. Nel pomeriggio alle 15,30 è convocato l'incontro formale a Palazzo Chigi.
Prima un difficile confronto tra sindacati alla ricerca di una base comune. Poi un vertice notturno tra il ministro del lavoro, Elsa Fornero e i vertici dei sindacati. La giornata cominciata presto si chiude con l'incontro nel corso del quale la Fornero incontra, senza testimoni, i «numeri uno» della Cgil, Susanna Camusso, della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil, Luigi Angeletti e dell'Ugl, Giovanni Centrella. Il confronto dura oltre tre ore. Sarebbe servito ad una messa a punto del confronto sulla riforma del mercato del lavoro approfondendo in particolare il tema degli ammortizzatori sociali e quello dell'ordinamento dei contratti. Mentre non sarebbe stato approfondito il tema della flessibilità in uscita con il nodo dell'articolo 18.
L'indicazione più forte arriva proprio dal presidente della Repubblica che esorta le stesse parti sociali perchè «mostrino di intendere che è il momento di far prevalere l'interesse generale su qualsiasi interesse e calcolo particolare». Sarebbe «grave - dice - la mancanza di un accordo». Napolitano incontra anche il premier Monti e il ministro del lavoro prima che questa avvii l'ultimo confronto notturno con i leader sindacati. La volontà di una riforma condivisa è chiara anche dalle parole del ministro Fornero:
«Un'intesa con le parti sociali ha un valore aggiunto rispetto a una riforma senza il loro consenso», ha detto ad inizio giornata, quando i sindacati erano al lavoro nel tentativo di trovare una posizione comune. Già perchè la ridda di incontri è iniziata proprio in mattinata quando Camusso, Bonanni e Angeletti si sono incontrati nella sede della Cgil. La riunione, durata poco più di un'ora, è terminata senza che ci fosse ancora una soluzione condivisa sull'articolo 18.
Per quanto riguarda l'articolo 18, anche se i sindacati preferiscono puntare l'attenzione sull'intera partita - contratti e ammortizzatori sociali compresi -, a dividere è l'intenzione di toccare i licenziamenti disciplinari, anche prevedendo la possibilità che sia il giudice a decidere tra reintegro o indennizzo. Bonanni propone che, in questo caso, si alzi «l'asticella» dell'indennizzo e si specifichino le causali nel contratto di lavoro. Una soluzione «ragionevole» che potrebbe «fermare» il governo, comunque intenzionato ad intervenire sulla materia, sostiene. Ma la Cgil non la ritiene accettabile e ribadisce di essere disposta al massimo a mediare sulla possibilità che nei soli licenziamenti economici si lasci al giudice il potere discrezionale. La Uil, disponibile a intervenire sui licenziamenti economici, ha detto che i licenziamenti disciplinari non si toccano, mentre ha sempre sostenuto la necessità di specificare le causali.
Corriere.it