



VITERBO – Ventuno prototipi realizzati, una nuova area dedicata al turismo sostenibile, il coinvolgimento dell'Università della Tuscia e una rete composta da 24 tra imprese, artigiani, professionisti ed esperti. Sono questi i principali risultati della seconda edizione di Go Green, il progetto promosso dalla CNA di Viterbo e Civitavecchia con il contributo della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e della Camera di Commercio di Roma, presentati all'Hub Lazio Artigiana di via dell'Orologio Vecchio.
All'incontro sono intervenuti il segretario generale della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, Francesco Monzillo, il segretario della CNA di Viterbo e Civitavecchia, Attilio Lupidi, il vicepresidente della CNA e coordinatore del progetto, Luigi Cuppone, e Benedetta Sereni dell'Area Sviluppo Impresa.
Dalla ricerca ai prototipi
Dopo una prima edizione dedicata principalmente alla ricerca e alla sperimentazione, il progetto ha compiuto un passo concreto con la realizzazione di 21 prototipi sviluppati direttamente dalle imprese coinvolte. L'obiettivo è trasformare gli scarti di lavorazione in nuove opportunità produttive, favorendo la sostenibilità ambientale e l'innovazione nei processi artigianali.
Durante la presentazione sono stati illustrati i progetti sviluppati nei settori del legno, del metallo, del tessile, dell'artigianato artistico, del design e dell'agroalimentare, tutti accomunati dalla volontà di dare nuova vita ai materiali di recupero.

Una rete di 24 protagonisti
La seconda edizione di Go Green ha visto la partecipazione di 24 realtà, suddivise in quattro aree tematiche.
Per il comparto arredo e design hanno preso parte Laboratorio Linfa di Luigi Cuppone, con la direzione del progetto, FuturLegno di Marco Poleggi, Ferrovivo Srl, Deco Srl e Laboratorio Linfa di Raul Sciurpa.
Nel settore tessile e artigianato artistico hanno collaborato C'era un Tessuto di Elisabetta Scipioni, Curaes di Irene Lupi, Maria Vittoria Bordo, Il Laboratorio di Erica di Erica Moncini, Daniela Lai, Neloo di Roberta Pietrini, la Sartoria Teatrale di Federica Peruzzi, Papiro Art di Lidia Rita Scalzo e Slow Living di Stefania Pocheschi.
La nuova area dedicata al turismo ha coinvolto il professor Simone Bozzato, la professoressa Luisa Carbone, Sabrina Moscatelli, Olio Traldi di Francesca Boni, Promo Tuscia e il professor Tony Urbani, chiamati a sviluppare idee e proposte per un turismo sostenibile e integrato con il sistema produttivo locale.
Per la comunicazione hanno partecipato Daniele Ercolani, Daniele Muzzi, Vanessa Sansone del Teatro San Leonardo e Luca Satulli, che hanno contribuito alle attività di divulgazione e valorizzazione del progetto.
I workshop e la coprogettazione
Uno degli elementi distintivi di Go Green è stato il metodo di lavoro, basato sulla coprogettazione. I tecnici della CNA hanno visitato direttamente le aziende per analizzare i processi produttivi, individuare gli scarti e sviluppare insieme agli artigiani possibili soluzioni.
Accanto alle consulenze sono stati organizzati workshop dedicati al teatro, al turismo, alla comunicazione, al design e all'innovazione digitale. In particolare, sono stati sperimentati strumenti come la piattaforma collaborativa Miro, software open source, stampa 3D e taglio laser, messi al servizio delle piccole imprese.
Tra le iniziative più originali anche il laboratorio dedicato al rammendo creativo e alla personalizzazione degli abiti attraverso tecnologie digitali, con l'obiettivo di allungare il ciclo di vita dei prodotti tessili.

Il turismo entra nel progetto
La principale novità della seconda edizione è stata l'introduzione del turismo tra le aree di lavoro.
Attraverso tavoli di confronto con docenti universitari, guide turistiche, operatori culturali e professionisti del settore, Go Green ha avviato una riflessione sul rapporto tra sostenibilità e sviluppo turistico della Tuscia.
L'idea è promuovere un turismo più lento, autentico e legato alle produzioni artigianali del territorio, valorizzando esperienze, mobilità dolce e filiere locali.
Dal teatro alla sostenibilità
Tra le attività realizzate anche uno spettacolo teatrale dedicato al recupero dei materiali tessili e alla tradizione del riciclo, pensato come strumento divulgativo per coinvolgere un pubblico più ampio.
Successivamente è stato avviato un percorso con registi, drammaturghi e videomaker per immaginare nuove modalità di racconto del lavoro artigiano e della sostenibilità attraverso il linguaggio teatrale.
I progetti
Nel corso dell'anno sono stati sviluppati numerosi prototipi, tra cui sedute realizzate con cassette da trasporto recuperate, tavolini ottenuti dal riuso di materiali metallici e tessuti, lampade, complementi d'arredo e contenitori per il settore agroalimentare.
Particolare interesse ha suscitato il progetto di una borsa riutilizzabile per il trasporto della mozzarella, pensata per sostituire gli imballaggi usa e getta e favorire un sistema di consumo più sostenibile.
Altri lavori hanno riguardato il recupero creativo di tessuti, pellami, scarti di lavorazione e materiali ceramici, trasformati in nuovi oggetti di design.
Il sostegno della Camera di Commercio
Nel suo intervento Francesco Monzillo ha sottolineato come i progetti dedicati alla sostenibilità rappresentino una delle sfide più complesse per le micro e piccole imprese.
«L'innovazione ambientale è probabilmente il percorso più difficile, ma è anche quello che può offrire maggiori opportunità di crescita. La sostenibilità non deve essere considerata separata dalla trasformazione digitale: le due transizioni devono procedere insieme», ha evidenziato.
Monzillo ha inoltre espresso soddisfazione per la continuità del progetto, sottolineando come iniziative di questo tipo producano risultati concreti solo se sviluppate nel tempo.

Le prospettive
Rispondendo alle domande dei giornalisti, i promotori hanno evidenziato come il primo risultato tangibile sia proprio la realizzazione dei 21 prototipi, nati dalle idee elaborate nella precedente edizione.
Tra gli altri risultati sono stati ricordati il potenziamento della piattaforma digitale utilizzata per la progettazione condivisa, la collaborazione avviata con l'Università della Tuscia e il rafforzamento della rete tra imprese, professionisti e mondo della formazione.
Sul fronte del turismo, la CNA ha spiegato che il lavoro svolto rappresenta solo un primo passo: le proposte emerse potranno in futuro essere condivise anche con le istituzioni locali per sviluppare strategie comuni di valorizzazione del territorio.
Il materiale prodotto durante i due anni di attività, comprese mappe progettuali, documentazione e approfondimenti, è disponibile nella sezione dedicata a Go Green sul sito della CNA.
