ANNO 16 n° 275
Gli uomini? In crisi sul lavoro e con l’altro sesso
VIVERE MEGLIO ASSAI - di Michele Palazzetti (Istituto Psicologico Europeo)
17/05/2013 - 18:41

Scrive un lettore

“Ho ancora freschi ricordi della “serata dell'acchiappo” (spritz tenuto a Viterbo il 12 aprile scorso). Mi sono molto divertito a interpretare i gesti
inconsapevoli del corpo che tradiscono più di quanto si creda i nostri veri pensieri. Mi hanno in merito appassionato in passato alcuni libri di Marco Pacori.

Vorrei farti riflettere su un fatto sociale ed ultramoderno inerente all'acchiappo e al corteggiamento.

Una bella e calda serata dell'estate scorsa io e mia moglie dopo cena lasciamo la casa arroventata ed usciamo a piedi per un paio d'ore alla mercè di Viterbo. Dopo aver camminato un bel po' ci fermiano a piazza del Gesù e ci sediamo nei tavolini accanto alla fontana sorseggiando un paio di birrette mitiche. Come in una sorta di gioco cominciamo in maniera molto discreta ad ascoltare tutte le persone che ci circondavano. Siamo rimasti sbalorditi! La quasi totalità dei presenti nei tavoli su tutta la piazza era composta di sole donne, dalle teen-ager alle più attempate!

Caro Michele altro che strategia dell'acchiappo, erano tutte disperate. Se solo penso alla gioventù della mia generazione mi viene il coccolone. Ho pensato solo per un attimo a cosa ci saremmo inventati se solo ci fossimo trovati di fronte a quel ben di Dio!

Io e mia moglie eravamo allibiti. Sulla via del rientro a casa abbiamo notato che quasi tutti i gruppi che incontravamo erano composti da ragazze sole e per nulla filate da ipotetici pretendenti. Caro Michele si è rivoltato il mondo, questi rincoglioniti dei ragazzi la sera comprano la pizza nei cartoni e giocano in casa alla play-station.
Non mi dilungo oltre. Poveri uomini! ........ e povere ragazze!!!!!”

Posso suggerire una lettura piacevole sul tema: “Dove sono gli uomini? – Perché le donne sono rimaste sole?”, di Simone Perotti, edito da Chiarelettere.
Il panorama che viene ritratto è proprio quello: un orizzonte dove gli uomini sono assenti, o davvero poco attrezzati ad essere co-protagonisti, come invece dovrebbero.
Non me la prenderei con i ragazzi che si defilano tra pizze e play station. Non basta ascoltare gli ormoni, per essere uomini. Serve che ci abbiano consegnato, in modo credibile, un modello culturale.

Tempo fa ho portato, con Andrea Ciucci Giuliani, lo spritz 'La cena dell'acchiappo – Modelli, stereotipi e trovate per la seduzione e il corteggiamento' in un liceo romano. Cinquanta ragazzi ci hanno seguito con grande attenzione e hanno giocato con noi. Abbiamo riso, ma quello che emergeva era preoccupante. Tra tutto, una paura tremenda delle proprie emozioni, sfiducia nella relazione, terrore del coinvolgimento personale.

Siamo in una fase di passaggio, di ricostruzione. Serve tempo e disponibilità di noi adulti a ridiscutere i nostri modelli.
Le donne sono giustamente stanche di quello che sono state e spesso si cimentano nella 'mascolinizzazione'. Un processo discutibile, ma è una delle sperimentazioni che hanno a disposizione.
E gli uomini non sanno che direzione prendere. Alcuni si avventurano nelle aree comportamentali che furono femminili, altri alimentano un becero (e non di rado violento) machismo di ritorno, altri tentennano.

Sono tanti i ragazzi che si rivolgono a noi per essere aiutati a vincere un disagio che viene da queste cause.

Le giovani donne vivono libertà conquistate dalle generazioni precedenti, mostrano autonomia, coraggio, entusiasmo, ma hanno difficoltà a proiettarsi nel futuro. Gli uomini appaiono non di rado impauriti, scarsamente creativi, incapaci di slanci, “in crisi sul lavoro, con l’altro sesso e con se stessi”, come scrive Perotti.

Credo non li aiuteremmo raccontando di quando un assembramento di donne era considerato dai maschi cacciatori un promettente avvistamento di prede. E detto per inciso, non so cosa combinassi tu da giovane, ma io ricordo d'essere stato parecchio imbranato e confuso. Ho imparato ad ammetterlo e a parlarne. Ho identificato le caratteristiche della mia sensibilità. Non è questa una rivoluzione, ma credo sia una buona base per andare alla scoperta del futuro, non credi? Il fatto che con tua moglie tu sappia condividere il ricercato piacere di chiacchiere notturne all’aperto e “birrette mitiche”, mi fa pensare sia così. A ben trovarti.






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