


(Il direttore sanitario di Belcolle Giuseppe Cimarello e Daniela Donetti, direttore generale della Asl)
di Andrea Arena
VITERBO – Snellire le liste d’attesa e migliorare i servizi per ridurre quella migrazione sanitaria (cioè chi si va a curare in altre Regioni) che alla Asl di Viterbo costa un sacco di soldi.
Gli obiettivi sono ambiziosi, ma la sfida è lanciata: è lo stesso direttore generale dell’Azienda, Daniela Donetti, a farlo, nell’affollatissima conferenza stampa di stamani alla cittadella della Salute. L’occasione giusta per presentare le prime tre reti revisionate: quella di cardiologia, quella di gastroentereologia e quella per la gestione delle patologie vascolari. Altre ne seguiranno nelle prossime settimane. ''Perché migliorare i servizi è la strategia ottimale per scongiurare la mobilità passiva e per dare sostenibilità economica al sistema – dice Donetti – Non serve il taglio dei costi, ma migliorare le prestazioni’’. In sala, i vari direttori delle unità interessate. E un’ulteriore notizia: la direzione strategica ha anche individuato nel dottor Massimo Foglia il referente unico del Cip, per controllare – ''nella massima trasparenza’’, precisa Donetti – le liste d’attesa. I cui tempi saranno pubblicati e accessibili a tutti, come prevede la legge.
La revisione delle reti, si diceva. Elettrocardiogrammi e test di sforzo nei centri di primo livello sparsi nella provincia, nel secondo livello a Belcolle, negli ambulatori integrati ospedale- territorio e nelle case della salute che apriranno a Soriano e a Bagnoregio. Anche Orte è stato potenziato, perché è una realtà molto vicina all’Umbria e dunque soggetta ad elevata migrazione dei pazienti. ''L’obiettivo è non creare conflitto tra esterni e interni – spiega il direttore dell’Unità operativa complessa Luigi Sommariva – puntando sui percorsi per decongestionare il Pronto soccorso e gli ambulatori’’. I Pac, dunque, che consentono di fare elettrocardiogramma e esame di sforzo in una mattinata, o in un giorno. In un anno si risparmiamo 243 ricoveri. ''Si sta cercando di fare un lavoro di ottimizzazione delle risorse aumentando l’offerta – dice Francesco Serra, direttore della Uosd Utic – Su questo c’è unità d’intenti tra la direzione strategica e tutti gli utenti’’. Per Massimo Sassara, direttore di Elettrofisiologia, ''Radiologia e elettrofisiologia hanno tutti i mezzi e le capacità per recuperare quei pazienti che si vanno a curare altrove’’.
A spiegare la revisione della rete per la gestione delle patologie vascolari è il direttore Domenico Alberti: ''La nuova sala angiografica ci rimette al passo coi tempi, perché le tecnologie contano. In più è stata potenziata la week surgery, in grado di curare e dimettere in tre giorni dai 7 ai 10 pazienti che non avrebbero trovato posto a Belcolle. Vale per la maggior parte delle patologie, aneurismi compresi’’. Ampliato anche il programma settimanale di EcoColorDoppler, anche qui con nuove tecnologie: 40 esami al mese.
Per Gastroenterologia parla il direttore Roberto Faggiani: ''Civita Castellana e Tarquinia sono poli di primo livello, Belcolle di secondo. Non abbiamo assolutamente bisogno di aumentare i numeri, che già oggi sono i migliori di tutto il Lazio per quanto riguarda l’ospedale di Belcolle, che produce più endoscopie del San Camillo, per dire. Piuttosto, ci stiamo occupando di migliorare quello che facciamo, spostando per esempio le prenotazioni della colonscopia dal Cup verso lo screening, un passaggio che riduce la percentuale di esami inappropriati. Il monitoraggio della Asl è più accurato rispetto alle prescrizioni dei medici di medicina generale, che passano dal Cup’’.
''’Dal 1 aprile l’offerta è stata aumentata del 400 per cento – conclude Donetti – Ma aumentare l’offerta senza aver rivisto i percorsi sarebbe stato dannoso, avrebbe soltanto ingolfato ancora di più le liste d’attesa. Presto anche altre reti verranno riviste, non ci siamo dati un obiettivo preciso in quanto a riduzione delle liste e abbattimento della mobilità passiva, ma sappiamo che per distruggere qualcosa basta pochissimo, per ricomporla ci vuole tanto tempo e tantissima buona volontà. Specie nell’organizzazione sanitaria, che è l’azienda più complessa che esista ma che anche un patrimonio di questa città, di questa provincia e dei suoi abitanti’’.
L’ultimo numero è un macro dato: nel 2015 la Asl ha effettuato 4.3 milioni di esami (1.1 di laboratorio) per una popolazione di 320mila abitanti. ''Sono numeri importanti’’, chiosa il direttore generale.