

VITERBO - Oltre alle difficoltà dell’export – riporta il Sole 24Ore - l’emergenza Coronavirus sembra aver cambiato il modo di fare la spesa degli italiani, che, costretti a ridurre le proprie uscite, si approvvigionano nei supermercati con meno frequenza rispetto a quanto avveniva fino a pochi giorni fa. A essere penalizzati in questo modo risultato essere soprattutto i prodotti freschi, molto meno richiesti, mentre si assiste a una impennata per i consumi di quelli a lunga scadenza come pasta, riso, scatolame, surgelati.
E’ quello che succede anche nella Tuscia, dove a risentire di questa tendenza è soprattutto il settore della produzione del latte, uno dei più importanti per l’economia locale, sia perché rappresenta una grossa fetta della ricchezza prodotta dal territorio sia per il numero di addetti impegnati lungo la filiera.
A spiegare questo trend è Sergio Del Gelsomino, il presidente provinciale della Cia (Confederazione italiana agricoltori): ''Purtroppo – dice allarmato - assistiamo a una forte diminuzione della domanda di prodotto fresco, come per esempio la ricotta. La grande distribuzione in questa fase richiede soprattutto prodotti a lunga conservazione. Insieme agli agriturismi, costretti a chiudere dall’oggi al domani, quello della produzione del latte è senza ombra di dubbio il comparto che si trova ad affrontare i problemi più grossi''.
A meno di una veloce inversione di tendenza per quanto riguarda la propagazione del virus, e quindi un rapido ritorno alla normalità, ai produttori non resta che affidarsi alla coscienza dei consumatori: ''Mai come in questo momento – dice sempre Del Gelsomino - invito tutti a comprare italiano e ad acquistare dai nostri piccoli produttori. Noi continuiamo a lavorare tutti i giorni nei campi per garantire a tutti gli alimenti. Stiamo anche chiedendo ai nostri dipendenti di uscire dalle loro case tutti i giorni anche se è un momento difficile, proprio perché, come detto, dobbiamo produrre per tutti''.
Dal canto suo, la giunta nazionale della Cia ha fatto alcune proposte che puntano all’immediata gestione dell’emergenza e a una prima possibile prospettiva di rilancio del settore agricolo. Tra queste: la sospensione (fino al 30 giugno 2020) dei versamenti e degli adempimenti tributari; la sospensione dei termini degli adempimenti e per il pagamento dei tributi e dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria dovuti (dal 23 aprile 2020 al giugno 2020); un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; misure in materia di lavoro; l’adozione di procedure semplificate per il rimborso delle imposte alle imprese e per le compensazioni tributarie e contributive.
Del Gelsomino: ''Vorrei infine rivolgere un pensiero e un ringraziamento da parte di tutto il settore a infermieri, medici e forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo in questa drammatica situazione''.