ANNO 16 n° 273
Giustizia amministrativa lumaca,
le opere della Tuscia possono attendere
Orte-Civitavecchia e Centrale Enel in attesa delle decisioni del Tar che tardano ad arrivare
02/09/2021 - 06:55

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - I ritardi della giustizia amministrativa, forse aggravati causa dalla pratica dello “smart working”, mette in difficoltà la Provincia di Viterbo che rispetto alcune decisioni scommette il suo futuro.

Lo scorso 26 maggio al Tar Lazio venne definitivamente discusso il ricorso sulla sorte del “percorso verde” della superstrada Orte/Civitavecchia. Ad oggi non se ne sa nulla. Nel frattempo è intervenuta la nomina di un commissario straordinario per il completamento dell’opera (solo 16 km da Monte Romano all’innesto Autostrada tirrenica), ma, nell’attesa della sentenza, nulla può muoversi.

L’on. Rotelli di FdI recentemente ha presentato un’interrogazione che anche sulla circostanza che l’”emergenza” completamento della Superstrada che collega Adriatico e Tirreno, appare fuori dall’agenda delle priorità governative ed anche dai tanto attesi finanziamenti del Recovery Plan.

Pertanto, nel frattempo tutto tace, purtroppo anche da parte della Regione Lazio, Provincia di Viterbo e Comuni interessati al percorso. L'ingegner Ilaria Maria Coppa, nominata e confermata commissario per il completamento dell’opera, ha le mani legate prima della pronuncia del Tar.

Altro caso emblematico è l’attesa decisione del Tar in riferimento la sorte della Centrale Enel di Montalto di Castro. Qui, addirittura, il Tar è stato sollecitato da un’ordinanza del Consiglio di Stato.

Il giudizio amministrativo qui si riferisce all’impugnativa dell’Enel contro l’ordinanza del Comune di Montalto di Castro che aveva ordinato il ripristino dello stato dei luoghi ante costruzione della Centrale, quindi lo smantellamento di ogni opera, fumaiolo alto 200 mt. compreso.

Il Codacons, nella persona del suo storico presidente avv. Rienzi, ha segnalato il silenzio di tutte le amministrazioni pubbliche locali e dell’intera Tuscia nel sollecitare ogni utile intervento per la soluzione del contenzioso che darebbe apertura a nuove utili decisioni per il futuro dello spazio oggi occupato dall’ex centrale nucleare con evidenti vantaggi per tutto il territorio dell’Alto Lazio.

In attesa di decisioni da parte della magistratura amministrativa, ogni giorno che trascorre invano senza che si possa programmare qualcosa per l’immediato futuro è certamente un danno.






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