



VITERBO - Giuseppe Conte arriva a Viterbo per presentare il suo libro 'Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia', ma l’incontro al Teatro San Leonardo si trasforma soprattutto in un’occasione per affrontare i principali temi dell’attualità politica nazionale e internazionale. L’ex presidente del Consiglio, accolto nella serata di ieri mercoledì 28 ottobre, dedica ampio spazio alla manovra economica del governo guidato da Giorgia Meloni, alle difficoltà economiche delle famiglie, alle disuguaglianze sociali e alla necessità di costruire un’alternativa progressista in vista delle prossime sfide elettorali.
L’appuntamento, promosso da APS Kyanos e Teatro San Leonardo e aperto alla cittadinanza, si sviluppa attraverso il dialogo con la giornalista parlamentare Nadia Pietrafitta. Il volume diventa il punto di partenza per ripercorrere l’esperienza personale e istituzionale di Conte, ma anche per affrontare le sue posizioni sull’operato dell’attuale esecutivo, sulla gestione della pandemia, sui conflitti internazionali e sul futuro delle opposizioni.
Il significato dell’incontro: cultura, confronto e contrasto alla violenza di genere
Ad aprire la serata sono i rappresentanti delle realtà organizzatrici. Per il Teatro San Leonardo, l’iniziativa si inserisce nella volontà di fare dello spazio culturale un luogo di confronto e di elaborazione di idee, in un contesto internazionale definito particolarmente delicato e fonte di preoccupazione.
Interviene anche la presidente dell’associazione Kyanos, impegnata nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno alle donne nei percorsi di uscita dalla violenza. La presidente precisa che l’invito a Conte non rappresenta un’adesione politica dell’associazione, che rivendica la propria natura laica e indipendente.
La scelta, spiega, nasce dalla volontà di confrontarsi con una figura che ha ricoperto la guida del governo e che, nel 2019, ha visto approvare il cosiddetto Codice Rosso, la legge che ha introdotto procedure accelerate per la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Tra le questioni richiamate figurano anche il potenziamento del Reddito di libertà e l'introduzione dell'educazione affettiva nelle scuole.

La manovra economica e le critiche al governo Meloni
Il primo grande tema affrontato nel dialogo con Nadia Pietrafitta è la legge di bilancio. Conte giudica insufficienti le prospettive dell’intervento economico dell’esecutivo e individua nella crescita e nell’equità sociale le due principali emergenze del Paese.
Secondo l’ex premier, l’Italia sta attraversando una fase di sostanziale stagnazione economica, accompagnata da un aumento delle disuguaglianze territoriali, di genere e generazionali. Conte contesta inoltre le scelte del governo in materia di spesa pubblica, sanità, scuola e sostegno agli enti locali, collegando parte delle difficoltà agli impegni assunti sul Patto di stabilità europeo e alle risorse destinate al riarmo.
Nel suo intervento, l’ex presidente del Consiglio critica anche la distribuzione delle risorse pubbliche, sostenendo che l’esecutivo dovrebbe concentrare maggiormente gli interventi sulle famiglie in difficoltà e sui comparti produttivi. A sostegno della propria tesi richiama le difficoltà degli agricoltori, dei pescatori e degli autotrasportatori, soffermandosi anche sulla situazione degli olivicoltori del Viterbese, alle prese, secondo quanto riferito, con costi che rischiano di rendere poco remunerativa la raccolta.
Il ragionamento si allarga al lavoro e alle prospettive delle nuove generazioni. Conte denuncia stipendi insufficienti, precarietà, tirocini non retribuiti e difficoltà nell'accesso alla casa, indicando nella riduzione delle disuguaglianze una delle responsabilità fondamentali della politica.

Dal racconto personale al bilancio dell’esperienza a Palazzo Chigi
Una parte dell’incontro è dedicata alla dimensione autobiografica del libro. Conte racconta le proprie origini in un piccolo paese della provincia di Foggia e il ruolo avuto dalla famiglia nella formazione dei suoi valori, richiamando l’importanza dell’umiltà, del lavoro e del sacrificio.
L’ex premier descrive il proprio ingresso nella politica come un percorso inatteso, maturato attraverso l’incontro con il Movimento 5 Stelle, al quale riconosce il merito di avergli consentito di mettere in pratica le proprie convinzioni anche nell’attività istituzionale.
Ripercorrendo i suoi due governi, Conte rivendica una stagione di riforme che comprende, tra gli altri provvedimenti, la legge anticorruzione, il decreto Dignità, il Codice Rosso e l’assegno unico per le famiglie. Il confronto con l’attuale maggioranza diventa così uno dei fili conduttori del suo intervento: secondo Conte, la durata di un governo non può essere considerata un risultato sufficiente se non è accompagnata da cambiamenti concreti nella vita dei cittadini.
Il campo progressista e la necessità di un programma comune
Tra i passaggi centrali della serata c’è il futuro delle opposizioni. Conte sollecita le forze progressiste a superare le divisioni e ad accelerare il confronto per arrivare a una piattaforma programmatica condivisa.
L’obiettivo, sostiene, non deve limitarsi alla costruzione di un’alleanza elettorale, ma richiede un progetto politico coerente, credibile e capace di durare per l’intera legislatura. Il leader del Movimento 5 Stelle richiama il lavoro svolto attraverso l’iniziativa Nova, che ha coinvolto migliaia di partecipanti e tavoli tematici, e invita le altre forze politiche a mettere a frutto il tempo disponibile per definire priorità e proposte.
Sul perimetro della coalizione, Conte si dice disponibile al confronto anche con le componenti più moderate, a condizione che gli interlocutori siano affidabili e che il progetto condiviso abbia basi solide. La priorità, ribadisce, è costruire un’alternativa in grado di affrontare le emergenze sociali ed economiche e di offrire risposte concrete a chi si sente escluso.
La pandemia e le polemiche sulla commissione d’inchiesta
La discussione affronta anche la gestione dell’emergenza Covid e il lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta. Conte difende le scelte compiute durante il proprio mandato, ricordando le difficoltà iniziali legate alla carenza di dispositivi di protezione e attrezzature sanitarie, oltre alla necessità di rafforzare la produzione nazionale di mascherine.
L’ex presidente del Consiglio critica l’impostazione della commissione, sostenendo che l’esclusione delle responsabilità regionali ne limiti la capacità di ricostruire in modo completo quanto accaduto. A suo giudizio, l’inchiesta dovrebbe servire soprattutto a comprendere le criticità emerse durante la pandemia e a evitare che possano ripetersi in futuro, anziché diventare uno strumento di scontro politico.
Conte interviene inoltre sul tema dei vaccini e sul reintegro dei medici non vaccinati, distinguendo tra le scelte individuali dei cittadini e le responsabilità professionali di chi opera in ambito sanitario. Pur sostenendo la necessità di voltare pagina rispetto alle sanzioni residue, sottolinea che le decisioni in materia di salute pubblica devono basarsi sulle evidenze scientifiche disponibili.

Gaza, Israele e la politica internazionale
Nel corso del confronto trova spazio anche la situazione in Medio Oriente. Conte esprime una dura condanna delle operazioni israeliane a Gaza, che definisce un genocidio, e critica quello che considera un doppio standard nell’approccio occidentale ai conflitti internazionali.
Per l’ex premier, la difesa dei valori occidentali non può prescindere dal rispetto del diritto internazionale e dalla condanna delle violazioni, indipendentemente dagli attori coinvolti. Nel suo intervento richiama anche le responsabilità degli Stati Uniti e la necessità di evitare che la politica estera venga guidata da criteri differenti a seconda del Paese coinvolto.
Il tema si collega a una riflessione più ampia sul ruolo dell’Occidente e sulla tenuta del sistema internazionale, con Conte che invita a considerare i diritti umani e la legalità come principi non negoziabili.
«La democrazia va difesa»: l’appello finale sulla Costituzione
In chiusura, l’attenzione si sposta sulla partecipazione democratica e sul rischio di un progressivo indebolimento degli equilibri istituzionali. Conte invita a non considerare la democrazia una conquista acquisita una volta per tutte e critica le proposte di rafforzamento del potere esecutivo, sostenendo che possano ridurre il ruolo degli organi di garanzia e del Parlamento.
L’ex presidente del Consiglio richiama quindi la necessità di coinvolgere soprattutto i giovani e quanti si sono allontanati dalle urne, trasformando la protesta e l’insoddisfazione in partecipazione politica. La Costituzione, nella sua lettura, rappresenta una promessa ancora da realizzare pienamente, soprattutto sul terreno della giustizia sociale e della riduzione delle disuguaglianze.
La presentazione di Una nuova primavera si conclude così ben oltre i confini del racconto autobiografico: il libro diventa lo strumento con cui Conte ripercorre la propria esperienza e rilancia la sua visione politica, indicando nella costruzione di un’alternativa al governo Meloni e nella difesa dei principi costituzionali i principali obiettivi per il futuro.
