

di Domenico Savino
VITERBO - Viterbese - Castel Rigone si avvicina. E' stata lunga la preparazione del big match della ventitreesima giornata, se si considera la pausa de campionato di serie D. Ma adesso è finalmente tempo di calcio giocato. E per aumentare i motivi di interesse della sfida è anche giusto ascoltare gli avversari. In particolar modo chi li guida e li conosce molto da vicino.
Federico Giunti è il nocchiero del Castel Rigone. Con lui la squadra allestita dal patron Brunello Cucinelli ha cambiato passo: dopo 9 punti in otto partite, l'ex mediano di Perugia, Milan (con cui ha vinto uno scudetto), Brescia, Chievo e Bologna, ha innestato la marcia pesante. In quattordici gare nove vittorie e cinque pareggi che hanno consentito ai rigonesi di annullare il gap dal Sansepolcro e superare la resistenza di un nugolo di formazioni che precedevano in classifica (l'ultimo stop risale al 14 ottobre a Piancastagnaio).
Adesso gli umbri guardano tutti dall'alto, anche se nulla è ancora definitivo. Il match del Rocchi lo testimonia: ''Non ci sono segreti in questa scalata - ammette Giunti - quando sono arrivato ho trovato una squadra che aveva l'autostima sotto i tacchi e doveva fare a meno di Tranchitella che è il nostro bomber (fuori due mesi per uno strappo, n.d.r). Eravamo in difficoltà a centrocampo, ma sapevamo che il mercato era chiuso. Quindi abbiamo pescato tra gli svincolati e la scelta è caduta su Montanari, che ci sta dando una grossa mano. Devo anche dire che siamo stati bravi e fortunati a cambiare registro, a giocare più da squadra: così sono arrivati i risultati''.
Uno che ha giocato insieme a Baggio, Maldini e Guardiola sa come si prepara una partita del genere: ''Siamo pronti e consapevoli che non sarà una partita semplice - argomenta il tecnico -. La Viterbese è degna della posizione che occupa e credo che al pari nostro, di Sansepolcro e Casacastalda ha le identiche possibilità di giocarsi la promozione. I gialloblù sono stati costruiti bene, si sono rafforzati e so che non sarà facile, anche perchè è uno scontro diretto e ci teniamo a far bene''.
Da allenatore attento ai particolari, Giunti non si è lasciato sfuggire quelli della truppa Viterbese: ''Conosco Farris ed è un allenatore molto preparato. Ha un attacco importante, che è il top per la categoria e ho messo in guardia la mia squadra su questo aspetto. Poi anche a centrocampo ci sono giocatori di ottimo livello che possono fare la differenza. Noi non avremo Gimmelli e probabilmente anche Nonni, mentre so che nella Viterbese mancherà Pero Nullo, che in Umbria conosciamo molto bene''.
Il vero cruccio del big match è l'assenza di pubblico, davvero peccato non avere una degna cornice. Giunti prova a dare la sua spiegazione: ''Io credo che quando c'è un campo verde, due porte e un pallone si debba giocare al calcio e gli stimoli vengano da soli. E' chiaro che avrebbero fatto piacere le porte aperte, ma per noi non cambia nulla. Ho giocatori che sono abituati a disputare gare in questa importanza. Stesso discorso si può fare per la Viterbese''.
Il trainer gialloblù Farris ha detto che la partita è decisiva solo in caso di sconfitta della Viterbese. Giunti concorda: ''E' un'analisi corretta. Se vinciamo mettiamo un bel gap tra noi e le altre a maggior ragione con la Viterbese. Un punto? La mia squadra non è capace di accontentarsi, non fa parte delle nostre caratteristiche. Ho chiesto ai miei ragazzi di giocarsela sempre, fino all'ultimo''.