ANNO 16 n° 275
Giulio Marini ha sceltoViterbo
''Mi dispiace solo che la decisione sia stata dettata da fatti politici e non giuridici''
13/01/2012 - 12:16

di Flavia Ludovisi

VITERBO – “Sono stato messo di fronte a un bivio e ho fatto la mia scelta, ora avrò più tempo da dedicare alla mia città”.

Sono le parole di un Giulio Marini sereno, tranquillo, che questa mattina in conferenza stampa ha spiegato l’iter delle sue dimissioni da deputato per continuare a rivestire la carica di sindaco. Dimissioni che sono state depositate ieri pomeriggio, 12 gennaio, dal primo cittadino al Presidente della Camera Gianfranco Fini.

La Giunta per le elezioni ha sancito lo scorso 14 dicembre l’incompatibilità tra la carica di deputato e quella di sindaco sulla base della sentenza 277 del 21 ottobre 2011 della Corte Costituzionale, mettendo in condizione sei primi cittadini di comuni con una popolazione superiore ai 20mila abitanti di scegliere una delle due cariche.

“Ho ricevuto immediatamente la lettera del Presidente Fini – spiega Marini – da cui decorrevano 30 giorni di tempo per decidere se restare a Montecitorio o mantenere la carica di sindaco. Il 21 dicembre però il Senato ha espresso parere contrario sull’incompatibilità, tanto che il sindaco di Catania, cui era riferita ‘ad personam’ la sentenza 277, ha mantenuto la carica di primo cittadino e quella di senatore”.

“Il 28 dicembre – continua il sindaco – ho inviato una lettera al Presidente Fini in cui esprimevo il mio dissenso dato che, in un paese dove vige il bicameralismo perfetto, non ritengo ammissibili due pareri contrastanti.

L’11 gennaio, in tarda serata, ho ricevuto la risposta del Presidente, il quale faceva riferimento all’articolo 66 della Costituzione Italiana - ‘Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità’- e mi esortava a prendere una decisione entro il 13 gennaio.

Ieri pomeriggio, 12 gennaio, ho quindi rassegnato le dimissioni da membro della Camera dei deputati”.

“Non sono affatto d’accordo sulla decisione presa dalla Giunta, la ritengo frutto di un fatto politico, non giuridico. La sentenza numero 277 risale al 21 ottobre ed era riferita, nello specifico, al sindaco di Catania, poi è cambiata la maggioranza – fatto politico dunque – ed è cambiata quindi l’opinione. Quando sono stato eletto sindaco di Viterbo nel 2008 ero già deputato, nessuno si opposto. E' curioso anche che i Presidenti delle amministrazioni provinciali siano immuni da questa incompatibilità di cariche. 

Sono fatti che non mi tornano, ma, dal canto mio, sono sereno, soddisfatto della mia decisione. Ora avrò più tempo da dedicare alla mia città e soprattutto modo di portare avanti i progetti iniziati’’.

“Viterbo – conclude il sindaco - è una città che sta raggiungendo traguardi importanti, nel Lazio siamo primi in graduatoria per l’assegnazione dei finanziamenti per lo sviluppo urbano e locale Plus, aspettiamo il 20 febbraio prossimo per la contrattazione esecutiva degli interventi da realizzare e, se andrà a buon fine, ci sarà un cambiamento radicale’’.

Le prossime elezioni comunali ci saranno nel 2013 ma Marini non si sbilancia sulla sua prossima candidatura: 'Non mi nascondo dietro ad un dito, possiamo dire, con largo anticipo, che la campagna elettorale è già iniziata, ma è ancora presto per parlare di una mia possibile candidatura e nel caso non mi ripresentassi mi piacerebbe veder ricoprire questo ruolo da una persona capace che si renda conto che gli anni a venire saranno ancora più difficili, uomo o donna che sia''.

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