ANNO 16 n° 274
Giudiziaria, tentato furto,
condannate madre e figlia
Inflitte alle pene complessive per tre anni e nove mesi
13/11/2015 - 02:00

VITERBO – Tentarono di rubare in una casa a Corchiano, condannate madre e figlia. Si è svolto ieri mattina il processo per direttissima a carico di T.L e A.L. native di Roma ma residenti a Vignanello, arrestate in flagranza di reato lo scorso 26 ottobre con l'accusa di furto aggravato per essersi introdotte in una abitazione.

Il giudice monocratico Eugenio Turco ha accolto le richieste del pubblico ministero: due anni e un mese di carcere per la madre, già in regime di custodia cauterale per recidiva specifica, un anno e 10 mesi di domiciliari invece per la figlia.

A nulla è servito l'estremo tentativo dell'avvocato difensore, Franco Taurchini, che in fase di dibattimento ha chiesto il rinvio dell'udienza al fine di far svolgere una perizia sulle impronte digitali lasciate dalle imputate ed eventualmente estrarre il loro Dna. Una richiesta motivata con il fatto che non ci sarebbero prove certe che a compiere il tentare il furto siano state madre e figlia. Richiesta rigettata dal giudice.  

Il fatto risale al pomeriggio del 26 ottobre scorso. Le due donne, rispettivamente di 52 e 29 anni, dopo aver forzato la porta finestra della piccola abitazione, furono bloccate dai carabinieri mentre si accingevano a rubare monili in oro e altri valori. I militari della stazione di Corchiano furono allartati da una chiamata anonima. Dopo le formalità di rito le due furono fermate, ma mentre per la figlia scattarono gli agli arresti domiciliari, per la madre si aprirono subito le porte del carcere. 

Lo scorso 14 agosto, infatti, la donna era già stata arrestata dai carabinieri della stazione di Orte e tradotta alla casa circondariale di Civitavecchia, per un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubbliuca del tribunale di Grosseto, dove era stata condannata a 4 mesi e 23 giorni per una serie di furti commessi nella provincia toscana.

Nello specifico, gli venne contestato di essersi introdotta con l'inganno nell'abitazione di un'anziana di 87 e di avergli rubato, una volta somministratogli del sonnifero, alcuni gioielli di valore.  

Il difensore delle donne valuterà se presentare appello contro la sentenza dopo il deposito delle motivazioni. 






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