

VITERBO - ''Il 22 novembre astensione dalle udienze e da ogni attività nel settore penale degli avvocati penalisti a sostegno di un carcere che sia espressione anche e soprattutto della funzione rieducativa che è propria della pena''. E' quanto comunica in una nota ufficiale la Camera Penale di Viterbo che ha deciso di aderire all'iniziativa e che, raccogliendo l'idea avanzata dalla Camera Penale di Bari, osserverà un minuto di silenzio ''come ulteriore forma di denuncia delle intollerabili condizioni del sistema carcerario italiano''.
''Nonostante la quantità di pronunce giudiziarie nazionali e sovranazionali, che hanno dato atto della responsabilità dello Stato italiano per la gravissima situazione in cui versa la maggior parte delle carceri i detenuti italiani si trovano ancora a vivere ammassati in stanze in cui è possibile alzarsi soltanto a turno - afferma Fabrizio Ballarini, presidente della Camera Penale di Viterbo -, con condizioni igienico sanitarie indegne e senza alcuna di quelle possibilità di percorso rieducativo su cui si basa il concetto di rieducazione del carcere''.
''Lo stesso Presidente della Repubblica in diverse occasioni non ha esitato a definire una “vergogna” la situazione delle carceri, invitando il sistema politico a farsi carico del problema - ha aggiunto Ballarini -. Ma anche questo invito è caduto nel vuoto rimanendo ogni buono proposito della politica un mero proclama. Infatti i pochi interventi che ci sono stati hanno rappresentato più un restyling di facciata che una presa d'atto ed un impegno concreto a risolvere il problema''.
''Il “problema carcerario” è inserito nel più ampio alveo del “problema giustizia” - ha continuato -, che deve essere oggetto di una valutazione di politica giudiziaria ampia e non interventistica. Bisogna pretendere una Legge per garantire una carcerazione conforme a legalità, prevedendo meccanismi che consentano di accogliere un numero di detenuti pari a quelli previsti per ciascun istituto, con liste di attesa disegnate per le varie tipologie di reati; si può fare, si deve costruire finalmente un nuovo sistema sanzionatorio, più efficace e realmente rispondente alle esigenze di rieducazione e prevenzione, realmente riparativo e proporzionato''.
Nell'iniziativa del 22 novembre saranno coinvolti anche i magistrati, il personale amministrativo degli uffici giudiziari e gli ordini territoriali.