ANNO 16 n° 275
Giovanni Benedetto
alla Ilco Stella Azzurra
L'allenatore ha fatto visita alle squadre della società viterbese
15/11/2011 - 16:52

VITERBO - Ospite di lusso, all’inizio di questa nuova settimana di lavoro, per la Ilco Stella Azzurra Viterbo. Lunedì, infatti, alla ripresa degli allenamenti, le squadre della società di via Oslavia hanno ricevuto la visita di Giovanni Benedetto, allenatore con grande esperienza in ambito nazionale.

Classe 1965, Benedetto ha un curriculum di tutto rispetto. Comincia la sua carriera da allenatore nel 1988 con il settore giovanile della Viola Reggio Calabria ed il raggiungimento di due finali nazionali.

Legato da un’amicizia decennale al direttore tenico biancostellato Fabio Bernini, Giovanni Benedetto ha accolto l’invito della società biancoblu a venire a vedere come lavora il club viterbese.

“La Stella Azzurra vanta numeri importanti – afferma l’allenatore -, non è facile trovare altre realtà con lo stesso numero di tesserati, dai bambini del minibasket ai ragazzi che fanno attività giovanile.

L’obiettivo è quello di portare in prima squadra i ragazzi del vivaio, dando loro una prospettiva, regalando loro la possibilità, magari, di coronare il sogno di emergere e di giocare ad alti livelli. Per far questo è necessario migliorarsi sempre sotto il profilo della qualità tecnica e organizzativa, e avere pazienza, perché i risultati arrivano col tempo”.

“Sono qui per mettere la mia esperienza a disposizione della Stella Azzurra – continua Giovanni Benedetto -, per uno scambio di opinioni e un confronto sul buon lavoro che si sta facendo qui a Viterbo. Credo che l’allenatore bravo sia quello che si mette ogni giorno in discussione e che ‘ruba’ ai colleghi un po’ della loro esperienza”.

Benedetto ieri, lunedì 14 novembre, ha assistito alla Verità agli allenamenti del minibasket e delle squadre Under 13, Under 15 e Under 19 Elite.

Oggi, martedì 15 novembre, seguirà anche la prima squadra.

“Posso dire che qui alla Stella Azzurra ho notato una grande passione – dichiara -, un punto di partenza importante per costruire qualcosa di buono con i giovani. I ragazzi hanno voglia di impegnarsi, i loro genitori sono coinvolti, e i bambini si divertono e sorridono. Qui c’è una base di lavoro che sarebbe bello trovare in ogni società”.

“Non sono qui per insegnare nulla a nessuno, perché non credo che esistano persone depositarie della verità assoluta – chiarisce.

Mi piace vedere come i colleghi allenatori lavorano con i gruppi, mi piace il confronto e la voglia di ‘rubare’ qualcosa agli altri. I vivai sono l’unica risorsa vera delle società di pallacanestro, chi non ha un buon settore giovanile oggi è senza futuro, è destinato a sparire. E’ per questo che secondo me è necessario lavorare bene per migliorare le qualità di ogni singolo atleta, sia sotto l’aspetto sportivo e tecnico che sotto quello psicologico.

Questa è una valutazione che va fatta ancor prima di quella relativa al risultato della squadra a breve scadenza: la pallacanestro e il basket, infatti, devono essere per i nostri giovani anche e soprattutto una scuola di comportamento. Solo dopo aver lavorato sul miglioramento complessivo degli atleti – conclude – allora si potrà pensare ad un’idea più generale di squadra”.






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