ANNO 16 n° 274
''Giovanni Arena
sindaco di Viterbo''
Francesca, figlia del politico azzurro, lancia la candidatura del padre
08/02/2018 - 20:26

VITERBO - Si è tenuta in una gremitissima sala conferenze del Balletti Palace Hotel la conferenza di presentazione dei candidati di Forza Italia alla prossima tornata elettorale del 4 marzo. A condurre la serata è stato il leader viterbese del partito, Giovanni Arena, che ha anche colto l'occasione per presentare agli elettori azzurri sua figlia Francesca, candidata anche lei alla Regione Lazio con il partito fondato da Silvio Berlusconi.

Giovanni e Francesca Arena

È proprio in questa cornice, nella quale i riflettori sembravano tutti puntati sugli altri candidati presenti all'incontro che, un po' a sorpresa, i veri protagonisti della serata si sono rivelati essere Giovanni Arena e Mauro Rotelli. È stata proprio Francesca Arena, al termine del suo discorso di presentazione, a lanciare prepotentemente la candidatura del padre come primo cittadino della città dei papi. ''Voglio Dario Bacocco alla Regione e Giovanni Arena sindaco di Viterbo'' ha detto al pubblico viterbese la figlia del coordinatore comunale di Forza Italia. ''Giovanni sindaco, Giovanni sindaco'' è stato il coro che si è alzato in sala dopo l'annuncio (dato? sfuggito?). ''Amore di figlia, le è scappato'' ha provato immediatamente a minimizzare sorridendo Arena.

Giovanni Arena e Mauro Rotelli

Alla presentazione erano presenti anche Dario Bacocco, candidato al consiglio regionale, Francesco Battistoni per l'uninominale al Senato e Fabio Notazio per il proporzionale alla Camera. Ma, come detto, il vero protagonista insieme ad Arena è stato Mauro Rotelli. Il candidato di Fratelli d'Italia – e di tutto il centrodestra – per l'uninominale alla Camera, intervenuto all'evento di Forza Italia, è stato acclamato da molti dei partecipanti tra il pubblico. ''Non ci sentiamo più sicuri chiudendo il portone di casa, non ci sentiamo più a casa quando siamo in luoghi pubblici come stazioni o aeroporti – ha sostenuto tra gli applausi Rotelli – l'intera organizzazione che i nostri avi ci hanno lasciato è stata messa in crisi da un buonismo che porta solo altra insicurezza e nessun tipo di prospettiva''.






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