


VITERBO – Un passaggio di testimone, almeno a parole. In un Auditorium delle terme Salus gremito, il congresso di Gioventù Nazionale 'Tra le mura e le stelle. I nostri anni per la Tuscia', tenutosi nella mattinata del 6 giugno 2026, ha messo al centro del dibattito un tema tanto classico quanto cruciale: il ruolo dei giovani in politica.
La giornata è scivolata via tra il serio e il faceto, unendo i racconti quasi nostalgici delle vecchie glorie politiche viterbesi, che hanno rievocato i loro primi, incerti passi nell'arena locale, e gli interventi pragmatici sulle sfide che attendono il Paese. Un mix tra 'come eravamo' e 'come saremo', con i giovani a fare da ponte.

A dare lustro all'evento, due figure di primo piano. La vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna, ha insistito sulla necessità di un 'ricambio di sangue nuovo', sottolineando come la politica odierna non possa più prescindere da una dimensione europea. Un messaggio chiaro: per contare a Bruxelles, serve freschezza a Roma e, prima ancora, nei territori.

Le ha fatto eco Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera, che ha elogiato l'apporto fondamentale che le nuove leve stanno già fornendo allo sviluppo non solo della Tuscia, ma dell'intera nazione. Insomma, i giovani non come promessa futura, ma come risorsa già presente e attiva.

Tra le mura storiche di Viterbo e lo sguardo rivolto alle stelle d'Europa, la politica locale ha provato a tracciare una rotta.
