ANNO 16 n° 274
Giovani Democratici spariti da un anno
Nella Tuscia non esistono pił, la ''guerra dei colonnelli'' allontana i ragazzi
14/03/2016 - 19:08

di Roberto Pomi

VITERBO – Primarie per la scelta del segretario nazionale dei Giovani Democratici a vuoto nella Tuscia. In tutta Italia infuriano le polemiche sull’organizzazione ma nel Viterbese hanno risolto il problema alla fonte, non partecipando.

Questo perché dalla fine del 2014 la giovanile del Pd locale è un ectoplasma. ''Rottamata'' per ragioni anagrafiche, si può rimanere nei Gd fino alla veneranda età dei 29 anni, la vecchia classe dirigente dei piccoli non c’è stato ricambio. Tutto in sostanza è finito con la chiusura del ciclo Bassanelli, dal nome dell’ultimo segretario Michele Bassanelli in carica dal 2009 al 2014. Lui ha fatto il salto nel Pd, diventando consigliere comunale a Soriano nel Cimino, e lo stesso destino a diversi punti di latitudine e longitudine è stato seguito dalla vecchia guardia Gd: Melissa Mongiardo, Martina Minchella e Christian Scorsi siedono in consiglio a Viterbo, Marco Gentili a Tarquinia, Fabio Valentini a Montalto di Castro e Giovanni Tommaselli a Bolsena.

Dopo di loro il vuoto. Morale della favola il Partito Democratico non ha più nell’intera provincia di Viterbo una giovanile. Il 2015 è stato un anno orribile con alcuni flebili tentativi di ricostruire il sistema approdati a un nulla di fatto. In questi primi mesi del 2016 c’è chi vorrebbe ritentare e l’impulso sembra arrivare proprio dalla vecchia guardia dei Gd, impegnata almeno in parte ad amalgamare una nuova classe di eredi. Il dato reale è che in questo momento e da più di un anno i Gd viterbesi non esistono più. Prova che la guerra dei ''colonnelli'', combattuta a fasi alterne dentro al partito, oltre a devastare il Pd ''dei grandi'' ha avuto nefasti effetti anche sui giovani. Il partito è diventato sempre meno luogo di incontro e di scambio, di confronto e competizione. Si sono ispessite, di pari passo, le logiche correntizie, le filosofie dei ''capibastone'' e robe del genere. Tutti veleni e fattori inquinanti per la nascita di passione, entusiasmo e avvicinamento dei ragazzi. La faccenda è seria e forse per questo lasciata passare sotto tono. E dovevano arrivare delle primarie per l’elezione del nuovo segretario nazionale Gd peggiori di quelle tenute per l’elezione del segretario ''dei grandi'' a mettere in luce il fenomeno.

In tutta Italia infatti la competizione tra Dario Costantini e Mattia Zumino racconta di un partito giovanile imbarazzante. Il primo dei candidati si è anche ritirato intorno l’ora di pranzo di sabato, si votata nel wee-end, dalla competizione. Motivo? Presunti brogli e sicuramente un meccanismo organizzativo non in grado di garantire trasparenza e correttezza. Aleggia in queste ore lo spettro del commissariamento. E mentre in tutta Italia i Giovani Democratici scuotono la testa, incupiti dall’imbarazzo della situazione, nel Viterbese non c’è neanche questo. Non c’è il problema; qui l’operazione è riuscita semplicemente perché il paziente è morto.






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