

Riceviamo e pubblichiamo
''Siamo sgomenti per l'atroce violenza che ha portato il professor Ausonio Zappa verso un coma irreversibile a seguito dell'aggressione da parte di quattro giovani nella sua villa di Bagnaia la notte del 28 marzo.
La tragica notizia, ormai di rilievo nazionale, agita i cittadini non solo di Viterbo, ma dell'intera provincia, divisi tra rabbia e paura per quello che è uno dei più gravi tra gli episodi di criminalità accaduti di recente nel nostro territorio.
È facile cadere nel razzismo in questi momenti: l'esperienza, purtroppo, ci porta a focalizzare il tutto sul fatto che gli aggressori siano degli stranieri dell'Europa dell'est, come se questa fossa la ragione della loro crudeltà, invece di considerarli criminali e balordi comuni, senza distinzione di proveninenza. La causa invece è proprio la mancanza di conseguenze. Era una banda già conosciuta alle forze dell'ordine, così giovani e già pregiudicati, ma la mancanza di deterrenti validi ed efficaci non ha potuto dissuaderli dal perpetrare una vita all'insegna dell'illegalità.
In Italia purtroppo, la regola del “chi sbaglia paga” viene continuamente calpestata. Ma fino a che limite? O con quale scusa? Sono giovani e non si rendevano conto? O vengono da una situazione difficile? Dentro e fuori dalle aule giudiziarie l’unica certezza è l’impunità e questo è inaccettabile, soprattutto quando si traduce in recidività.
Essere giovani non è sinonimo di sconsideratezza, non può esserlo di irresponsabilità, e men che mai di impunità. Non si parla più del “chi sbaglia paga”, qui siamo ben oltre il mero errore, ma è ora che la criminalità sia fattivamente condannata, aldilà dell'età anagrafica o della nazionalità di chi commette i reati.
Per questo noi della Giovane Italia continueremo a batterci affinchè la certezza della pena, una pena esemplare, diventi il primo deterrente per contrastare, o quantomeno limitare simili reati commessi con disumana efferatezza e violenza da pericolosi individui che vivono nella nostra società. Hanno condannato a morte un uomo, senza alcuno scrupolo''.
Luca Giampieri
presidente provinciale Giovane Italia