ANNO 16 n° 192
Gioco online, la raccolta supera i 100 miliardi: come si riconoscono i siti legali
I dati del Bilancio ADM 2025 confermano lo spostamento del settore verso il digitale. Nel Viterbese proseguono i controlli contro le sale abusive, mentre chi gioca da casa può contare su elenchi ufficiali e guide comparative per orientarsi tra le piattaforme autorizzate
10/07/2026 - 02:00

VITERBO - Il gioco pubblico italiano passa ormai in gran parte dal digitale. Secondo il Bilancio d'esercizio 2025 dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la raccolta complessiva ha raggiunto 165,33 miliardi di euro e oltre 100 miliardi arrivano dal canale a distanza, in crescita di quasi 9 miliardi rispetto al 2024. Sei euro su dieci giocati in Italia transitano oggi da un computer o da uno smartphone, con una raccolta online pro capite che a livello nazionale supera i 2.100 euro l'anno nella fascia tra i 18 e i 74 anni. La tendenza riguarda anche il Lazio e la Tuscia, dove il conto di gioco aperto da casa ha affiancato, e in molti casi sostituito, la ricevitoria di quartiere.

La crescita del comparto rende più netta la linea che separa l'offerta legale da quella abusiva. Lo ricorda la cronaca recente del territorio. A Barbarano Romano un'operazione congiunta di Guardia di Finanza e Carabinieri ha portato alla scoperta di un centro scommesse clandestino nascosto dietro un negozio di alimentari, con postazioni internet preimpostate su siti di gioco e ricevute delle giocate già raccolte dai clienti. Un'attività priva della licenza prevista dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, quindi fuori da ogni controllo su età dei clienti, flussi di denaro e tutela di chi gioca. 

Sul canale online la stessa distinzione passa dalla concessione rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l'erede della vecchia sigla AAMS. Chi la ottiene accetta una serie di obblighi precisi. La piattaforma deve verificare identità e maggiore età al momento della registrazione, tenere i fondi dei giocatori separati da quelli aziendali, applicare limiti di deposito e aderire al Registro Unico Autoesclusioni, il sistema che permette di bloccarsi dal gioco a distanza su tutti i siti legali con un'unica richiesta. L'elenco dei concessionari autorizzati è pubblico sul portale dell'Agenzia e bastano pochi minuti per controllare se un sito ne fa parte.

La verifica della licenza è il primo passo, non l'unico. Tra gli stessi operatori autorizzati le differenze restano ampie, dai tempi di prelievo alla qualità dell'assistenza clienti, e per questo molti utenti si documentano prima di aprire un conto. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le guide comparative che passano in rassegna le piattaforme legali spiegando come vengono valutate. Ne pubblicano anche testate sportive molto seguite. TuttoJuve, per esempio, ospita una guida ai casinò online con licenza ADM che confronta i siti autorizzati su criteri come sicurezza dei pagamenti, ampiezza del catalogo e affidabilità del servizio clienti. Risorse di questo tipo non sostituiscono le fonti ufficiali, ma aiutano a capire su cosa concentrare l'attenzione e riducono il rischio di finire su portali privi di qualunque autorizzazione.

Il quadro normativo, intanto, si sta facendo più selettivo. Il riordino avviato con il Decreto Legislativo 41 del 2024 ha ridisegnato le concessioni per il gioco a distanza, introducendo licenze novennali dal costo di 7 milioni di euro ciascuna. Una soglia pensata per lasciare sul mercato solo operatori con strutture solide, a fronte di requisiti tecnici e di trasparenza più stringenti. Sul versante dei controlli, nel solo 2025 l'Agenzia ha effettuato oltre 31.000 verifiche nel settore dei giochi, tra rete fisica e online, con un'attività costante di oscuramento dei siti privi di titolo per operare in Italia.

Per il giocatore della Tuscia, come per quello di qualunque altra provincia, la sostanza è semplice. Informarsi prima di registrarsi, controllare la presenza della concessione ADM, diffidare di chi promette vincite facili o opera senza alcun riferimento normativo. Il gioco resta in ogni caso vietato ai minori di 18 anni e va vissuto come intrattenimento, con la possibilità di fissare limiti personali e di rivolgersi ai servizi territoriali quando smette di essere tale. 






Facebook Twitter Rss