ANNO 16 n° 273
Giardini e orti didattici, il Ministero finanzia 14 progetti nella Tuscia
Ogni istituto riceverą 25mila euro. Complessivamente stanziati quasi 6 milioni di euro
Alessandra
07/04/2022 - 06:08
di Alessandra Sorge



VITERBO - Giardini e orti didattici nella provincia di Viterbo, il Ministero approva tutti i progetti presentati dagli istituti scolastici statali del primo ciclo che hanno partecipato all’avviso “Edugreen: laboratori di sostenibilità per il primo ciclo”. Si tratta di 14 istituti comprensivi della Tuscia: il Monaci di Soriano nel Cimino, il Canevari di Viterbo, l'istituto Agrario F.lli Agosti, Il Pietro Vanni, L'Ellera e il Carmine di Viterbo, l'Istituto Omnicomprensivo di Orte, il Virgili di Ronciglione, l'Omnicomprensivo Leonardo da Vinci, l'I.C. Montalto di Castro, il Piazza Marconi di Vetralla, l'I.C. Egidi di Viterbo, il Paolo III di Canino e il Sacconi di Tarquinia, scuole che otterranno un contributo pari a 25mila euro per finanziare progetti legati alla realizzazione di spazi e laboratori per l’educazione e la formazione alla transizione ecologica, come pure l’allestimento di giardini e orti didattici, innovativi e sostenibili all’interno delle proprie corti

Nel complesso, si tratta di 237 progetti negli istituti regionali finanziati con i fondi Pon-React Eu per un totale di 5.925.000 euro.

La pratica degli orti didattici va sempre più consolidandosi negli istituti scolastici di ogni ordine e grado e di fatto rappresenta un’opportunità straordinaria  di  formazione  per  i ragazzi e le ragazze che hanno una visione del futuro sempre più verde e sostenibile. Per una provincia, come quella di Viterbo, a forte vocazione agricola, conoscere e maturare conoscenze in campo agro-alimentare può sicuramente rappresentare un’occasione importante per tramandare saperi e tecniche contadine. L'orto didattico getta le basi anche per un insegnamento multidisciplinare, così come favorire lo sviluppo di competenze sociali tramite la co-progettazione, il lavoro di gruppo e la divisione dei compiti e infine, cosa non meno importante, insegna a rispettare i tempi della natura, nell'era dell'ipervelocità scandita da un clik






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