

CIVITAVECCHIA - Veleni, dossier, fango e spunta il nome di Paolo Gianlorenzo. L'ultimo episodio di una serie ormai infinita ha per protagonista il procuratore capo di Civitavecchia Gianfranco Amendola, che ha denunciato per diffamazione il giornalista viterbese, al centro di una quantità spropositata d'inchiesta e già condannato alcune volte, almeno in primo grado. Il fascicolo è stato trasferito per competenza alla Procura della Repubblica di Perugia, poiché la parte lesa è un magistrato.
La vicenda, come ha svelato ieri Repubblica.it, ruota intorno alla nomina del presidente dell'Autorità portuale di Civitavecchia. Il pole position per la carica del più importante porto d'Italia, con competenze anche sugli scali marittimi di Fiumicino e Gaeta nel Lazio c'è Pasqualino Monti, presidente uscente. La nomina, prevista per la prima metà di luglio, spetta al ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, su una terna di nomi indicata dieci enti: i comuni Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta e Tarquinia; le province di Latina, Roma e Viterbo; le Camere di Commercio di Latina, Roma e Viterbo. Per monti è stato un vero e proprio plebiscito: nove voti su dieci.
La stessa carica, in passato, era stata ricoperta Gianni Moscherini prima di essere eletto sindaco di Civitavecchia. Chiusa con una sonora sconfitta l'avventura politica, Moscherini è stato nominato responsabile della portualità di Forza Italia. Una carica, si dice, creata apposta per lui. E Gianlorenzo sarebbe tra i suoi collaboratori. Da qui il suo straripante interessamento sulle sorti del porto di Civitavecchia.
Sta di fatto che non appena la conferma di Monti, sostenuta dalla quasi totalità degli enti interessati, è stata data per scontata, è iniziata una vera e propria guerra a colpi di dossier, lettere anonime, e articoli. Tanto che lo stesso Monti, negli ultimi due mesi, ha presentato ben quindici querele per falso, calunnia, violenza privata, tentata estorsione. Ma il linciaggio non si è fermato, anzi. I dossier anonimi o firmati con nomi di anziani civitavecchiesi presi a caso dall’elenco telefonico, hanno iniziato ad arrivare in Procura.
Nonostante gli esposti siano del tutto infondati, l’assalto a Monti non si ferma e si estende al procuratore capo Amendola, accusato direttamente d’immobilismo e velatamente di ''proteggere'' il presidente dell’Autorità portuale uscente e rientrante. I veleni continuano a grondare e si estendono agli altri candidati alla carica: l'ex direttore del Censis Giuseppe Roma e l'avvocato esperto in diritto marittimo Francesco Maria di Majo. Un fronte sul quale si sarebbe distinto soprattutto Gianlorenzo. Il cui principale bersaglio è diventato Amendola. Da qui la reazione del magistrato che ha denunciato il direttore del sito Etrurianews per diffamazione. Peraltro coinvolto in altri procedimenti penali a Civitavecchia, come a Viterbo, come a Cassino….