ANNO 16 n° 119
Giancarlo Turchetti alla guida della UIL Viterbo
Eletto all’unanimità al congresso provinciale: “La Tuscia è in crisi, servono identità e sviluppo”
25/04/2026 - 11:46

VITERBO - Si è svolto presso l’hotel Salus di Viterbo il congresso della UIL provinciale, che ha sancito all’unanimità l’elezione di Giancarlo Turchetti come nuovo segretario generale della UIL Viterbo. Una nomina accolta con ampio consenso, alla presenza di rappresentanti istituzionali, sindacali e del mondo associativo del territorio.

Al tavolo della presidenza, insieme a Turchetti, il segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni, la segretaria organizzativa della UIL Scuola Lazio Silvia Somigli e il segretario organizzativo UIL Roma e Lazio Carmelo Prestileo.

Tra i presenti in sala anche il prefetto Sergio Pomponio, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi, oltre a numerosi rappresentanti sindacali e istituzionali.

Siamo diventati un punto di riferimento per tutta la Tuscia”, ha dichiarato Turchetti, rivendicando il lavoro svolto negli ultimi anni dal sindacato sul territorio. Nella sua relazione, il neo segretario ha però tracciato un quadro critico della provincia di Viterbo, definita “un territorio disarticolato, in crisi e privo di collegamenti adeguati, sia verso il nord che verso la capitale”.

Tra le principali criticità evidenziate, la perdita di identità culturale ed economica, con un sud sempre più influenzato dall’espansione dell’area metropolitana romana e un nord segnato dalla diffusione del fotovoltaico, che sottrae terreno all’agricoltura, storicamente settore trainante della Tuscia.

Turchetti ha inoltre sottolineato le difficoltà del comparto turistico, che “stenta a decollare”, registrando presenze significative solo in occasione di festività e ponti. Un altro tema centrale è quello dell’integrazione: la crescente presenza di comunità straniere si scontra con lungaggini burocratiche e difficoltà nell’accesso a lavoro e alloggi.

Infine, un passaggio dedicato a Civitavecchia, dove il processo di decarbonizzazione appare in stallo, tra progetti rallentati e la decisione di mantenere attiva la centrale a carbone fino al 2038.

Un intervento, quello di Turchetti, che mette al centro le fragilità del territorio ma anche la necessità di rilanciare la Tuscia attraverso politiche concrete e una visione strategica condivisa.






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