ANNO 16 n° 274
Gialloblu aggrediti,
6 tifosi a processo
Ascoltato ieri uno degli steward del Rocchi, colpito alle spalle e calpestato
03/11/2016 - 02:00

VITERBO – È il 9 marzo 2014. I giocatori della Viterbese sono appena arrivati allo stadio Rocchi. Sono le 13. Di qui a pochi minuti dovranno scendere , in campo per un’altra giornata di campionato: ad attendere gli 11 gialloblu sul rettangolo verde il Montefiascone.

Stanno scendendo dal pullman, sono proprio vicini al cancello dell’entrata a loro riservata, quando ''come una furia improvvisa vengono caricati da un gruppo di tifosi. Saranno stati dieci o dodici, ma colpivano forte. Colpivano duro''. A raccontare in aula quei momenti è Osvaldo Frantucci, uno degli steward che, involontariamente, si è trovato in mezzo alla mischia.

''Sono arrivati all’improvviso e si sono scagliati sui giocatori. Calci e pugni. Ho cercato di allontanarmi e di aiutare uno dei ragazzi feriti. Lo stavo portando verso gli spogliatoio, quando mi è arrivato un calcio fortissimo alla schiena. Sono caduto a terra e devono avermi anche calpestato. Ho sentito un dolore fortissimo''.

E per quell’aggressione ai danni dei giocatori e dell’addetto ai lavori sono in sei a dover rispondere di lesioni e minacce aggravate davanti al giudice Silvia Mattei: tra questi anche nomi noti della tifoseria viterbese, D.B.,L.C.,E.D.M.,A.R.,L.Z e L.N.. Sei imputati, come il numero dei Daspo emessi pochi giorni dopo l’aggressione dal questore di Viterbo.

''Subito dopo l’aggressione ho continuato a lavorare, solamente l’indomani, quando il dolore alla schiena non si placava, ho deciso di andare al pronto soccorso'', prosegue Frantucci. Ad avere la peggio, insieme a lui, anche tre giocatori, che contrariamente ai compagni di squadra non sarebbero scappati davanti alla furia dei tifosi: Daniele Federici, Rocco Giannone e Matias Vegnaduzzo, chiamati dal pubblico ministero a testimoniare nel corso della prossima udienza fissata il prossimo 24 maggio.






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