ANNO 16 n° 273
Giallo di Pescara: Roberto Straccia è stato ucciso
25/01/2012 - 09:52

«Roberto Straccia è stato ucciso». A questa conclusione sono giunti gli esperti del pool che, per iniziativa dell’associazione Neutro Plurale Onlus, affianca nelle indagini la famiglia dello studente marchigiano scomparso a Pescara il 14 dicembre, mentre faceva jogging, e restituito senza vita dal mare a Bari il 7 gennaio.

A rivelarlo, dopo essersi consultato con il generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, è lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi. «Il generale — ha detto Meluzzi al Resto Del Carlino— ha effettuato un lungo sopralluogo ed ha esaminato tutti gli elementi a disposizione. Dopo averli confrontati con quelli in mio possesso, siamo giunti alla conclusione che la morte di Roberto sia da attribuire ad un omicidio». Meluzzi sostiene di essere arrivato a questa convinzione per gradi e per esclusione.

Lo studente potrebbe essere stato oggetto di un tentativo di intimidazione, magari perché era venuto a conoscenza di qualcosa, che poi sarebbe degenerato in qualcosa di ben più grave. Potrebbe essersi trattato, lasciano intendere gli investigatori che affiancano la famiglia, di omicidio preterintenzionale.

Il mistero di Roberto Straccia, secondo gli esperti, è racchiuso nei circa duecento metri che separano il punto in cui il giovane sale sul Ponte del mare, dove viene intercettato per l’ultima volta da una telecamera del porto, da quello in cui si perdono le sue tracce (sul lungomare nord un’altra telecamera ha ripreso i corridori che “inseguivano” lo studente ma non lui). Nel tratto in cui non ci sono immagini di telecamere in grado di raccontarci cosa avviene, sarebbe dunque accaduto qualcosa. Il ragazzo comunque non può essere caduto dal ponte, dice Meluzzi. Dato che il fondale è fangoso e basso, infatti, si sarebbe letteralmente piantato a terra. E non sarebbe neanche tornato indietro verso il molo sud, in quanto le telecamere non lo hanno ripreso.

Ad avvalorare questa tesi ci sarebbe anche la testimonianza di una ragazza, che viene giudicata «molto significativa» ma che al momento il pool preferisce tenere riservata. La tesi dell’omicidio, che attende di essere dimostrata con prove concrete, è in linea con quanto dall’inizio sostengono familiari e amici, i quali escludono categoricamente l’ipotesi del suicidio. I carabinieri, sull’argomento, non hanno rilasciato dichiarazioni, nemmeno per escludere l'ipotesi.

Corriere.it






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