

VITERBO – (aml) Geotermia, una tematica di particolare attualità in questo periodo. E non solo per gli eventuali rischi in materia di tutela della salute e dell'ambiente ma anche per gli attacchi, mascherati dietro una finta associazione politica, ad alcuni consiglieri regionali. Il reperimento di energie alternative smuove forti interessi economici e la rinnovata attenzione su quella geotermica, nonostante il nostro territorio abbia già subito perforazioni selvagge negli anni '50, un'esperienza non proprio positiva a Latera e una fase esplorativa sperimentale iniziata negli anni '80 poi abbandonata, ora sta suscitando preoccupazione in vari Comuni della Tuscia.
Soprattutto per i rischi collegati. La richiesta di una fase esplorativa sui Cimini per un impianto geotermico ha spinto il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi a informarsi per capirne di più ed essere in grado ''senza preconcetti di valutare i pro e i contro''. Pochi pro e molti contro. E' emerso che ''la fase esplorativa può favorire eventi sismici, c'è il rischio di inquinamento delle falde acquifere oltre allo sprofondamento della falda stessa. In altri casi, durante la fase esplorativa, si sono verificate anche esplosioni che hanno portato all'essiccazione del terreno circostante con emissioni di acido solforico che possono incunearsi a chilometri di distanza dall'area esplorata''.
Un'indagine a tutto campo, quella portata avanti da Stelliferi che si è anche informato sulla società che dovrebbe eseguire la fase esplorativa. ''Ha un capitale versato di 11mila euro e quindi scarsa capacità di risarcimento in caso di gravi danni. Si tratta di società finanziarie che effettuano l'esplorazione per poi vendere le autorizzazioni a società estere. E il ricavato di queste operazioni non ricade sui territori''.
Il sindaco di Caprarola, che parla a nome anche di altri paesi cimini, nonostante si renda conto che le amministrazioni locali, la Provincia e le associazioni possano fare poco perché ''lo Stato deve raggiungere una quota di energie alternative e, trattandosi di interesse pubblico, queste società non necessitano di permessi dai Comuni né dai proprietari dei terreni oggetto di fase esplorativa'' sprona tutte le parti interessate ad agire per far arrivare ''la nostra contrarietà ai livelli più alti''. Una forte contrarietà formalizzata con delibera del consiglio comunale caprolatto a cui si è aggiunta quella dell'amministrazione provinciale.
Ad evidenziare criticità legate alla geotermia anche Carlo Leoni, coordinatore del comitato salute e ambiente, che ha riferito di una serie di incidenti avvenuti in Toscana ponendo l'accento soprattutto su problematiche di carattere medico: malattie respiratorie, problemi al sistema nervoso centrale, eritemi.
Il professore Vincenzo Piscopo dell'Unitus rileva che ''gli aspetti geotermici della provincia di Viterbo e del Lazio sono diversi da quelli della Toscana e ora le tecnologie sono molto più avanzate rispetto a quelle degli anni passati'' quindi per motivare il no alla fase esplorativa suggerisce di puntare sulle vocazioni agricole e ambientali del territorio più che sugli aspetti tecnici.
Suggerimento anticipato dal sindaco Leonardo Michelini che, nel suo intervento, dichiara: ''Non sono contrario a prescindere però occorre fare delle valutazioni, il no deve essere basato su scelte in funzione delle nostre potenzialità. Anche l'amministrazione di Viterbo è pronta a firmare il protocollo già siglato da diversi sindaci della Tuscia. La geotermia non è un bene rinnovabile, anzi rischia di creare pesanti danni al territorio''.
''Tuscia che, troppo spesso, è stata terreno di scorribande varie'' per Enrico Panunzi, presidente commissione regionale Ambiente. ''Occorre una visione di sviluppo del territorio e questa operazione, parere personale non da consigliere, non è ciò di cui abbiamo bisogno''. Una posizione condivisa anche dal consigliere Daniele Sabatini e ''questo – stigmatizza Panunzi – ci è costato anche molto a livello personale''.
''Nessun pregiudizio ma occorre capire''. Per questo la Pisana ha incaricato l'università Tor Vergata di stilare la carta dell'idrogeotermia. In attesa di tale strumento, e in procinto di emanare una legge collegata alla finanziaria regionale, Panunzi ha presentato un emendamento, firmato anche da Valentini e Sabatini, per chiedere il blocco dell'iter autorizzatorio. ''Speriamo di riuscire a far approvare questo emendamento così avremo il tempo necessario per dotarci di strumenti tecnologici e anche politici per scongiurare ferite al territorio che incideranno anche sulle generazioni future''.
L'incontro è stato moderato dall'assessore allo sviluppo economico Sonia Perà.