


di Fabio Tornatore

VITERBO - Modellazione 3D, rilevazione satellitare e realtà virtuale: anche le tecnologie innovative hanno trovato posto negli studi sul sito etrusco, nell'iter per la costituzione del grande parco archeologico a rete tra Norchia, Grotta Porcina e Castel d'Asso. Un viaggio tra il passato fatto di ritrovamenti di antiche civiltà che custodiscono il fascino misterioso di una storia ancestrale, e il futuro, costruito su logiche a connessione virtuale e universi paralleli in linguaggio binario.

Secondo appuntamento, dunque, per i viterbesi al centro congressi Aldo Perugi di Valle Faul: il convegno per la costituzione del 'Parco archeologico a rete' di Norcha, Grotta Porcina e Castel d'Asso si è svolto ieri con un grande afflusso di persone. Tante le tematiche emerse, dalle relazioni progettuali dell'associazione 'Salviamo Norchia' ai resoconti della Soprintendenza archeologica, dalle esperienze dei grandi parchi della Tuscia alle parole dei sindaci e degli assessori del Comune di Viterbo e di Vetralla.

'Geomatica: vuol dire raccogliere e modellare dati geologici' spiega il geologo Gabriele Trevi 'ma anche agricoltura di precisione. Con un software si lavorano foto e tipografie, rilievi topografici, e poi con i rilevatori e i dati satellitari si possono creare modelli. Lavoro sulla fotogrammetria, su ortofoto, modelli tridimensionali e realtà virtuale. Grazie a queste tecniche abbiamo tracciato 12 chilometri di rete sentieristica. Abbiamo riprodotto particolari delle Tombe a Tempio, della chiesa di San Pietro e dei ritrovamenti Pile A e Pile B. Con il 3d si possono ricostruire le divinità etrusche, e con la stampa 3d si può rendere accessibile il territorio anche ad un ipovedente' conclude Trevi 'che così può toccare con mano bellezze difficilmente spiegabili'.