

Viterbo - “Genius Loci, in città lo spazio narrato di Publio Muratore”, una mostra dedicata all’artista viterbese “per raccontare quello che Muratore ha fatto culturalmente per la nostra città”.
A parlare è l’assessore alla cultura Antoniozzi durante la conferenza stampa di presentazione della mostra che si svolgerà dal 9 dicembre al 6 gennaio al ridotto del Teatro dell’Unione. “Racconteremo il suo lavoro al teatro dell’Opera di Roma”, prosegue.
In Sala d’Ercole presente anche la figlia dell’artista nonché l’organizzatrice, Maria Teresa Muratore. “In occasione del 25esimo anno dalla morte di mio padre faremo una mostra sulla scenografia – spiega – che ha caratterizzato l’intera opera di mio papà”.
La mostra, che è patrocinata dal Comune di Viterbo e Omnia Tuscia, ha il contributo del Lions Club Viterbo e della Fondazione Carivit. A cura di Vincenzo Publio Mongiardo e dedicata a Giorgio Felini.
Publio Muratore è un viterbese, di Gallese, con una storia impressionante. Ha vissuto gli anni peggiori della guerra e venne anche intercettato dai nazisti, diventando un deportato. Riuscito poi a scappare Publio si dedica prima alla danza, poi a tutto ciò che riguarda l’arte: pittura, scultura. Diventa professore di disegno e storia dell’arte. Più tardi inizia ad esporre le sue opere all’estero ricevendo molti premi. Così Publio rimarrà per sempre un pittore appassionato con la sua unica produzione figurativa, astratta e di rilievo.