

di Nicola Savino
VITERBO - E che bando sia. Per riaprire il Cinema Genio, dunque, la strada scelta dall'amministrazione comunale era e rimane quella dell'avviso pubblico: trasparente e aperto a tutti, soprattutto ai privati che dovono tirare fuori i quattrini per far fronte alle spese di ristrutturazione, che si presumono ingenti e che sono comunque indispensabili per rimettere a posto la storica struttura. Che ne pensa Paolo Pelliccia, commissario straordinario del Consorzio Biblioteche, che aveva lanciato la proposta di affidare la gestione del cinema teatro proprio all'istituzione pubblica che egli stesso guida? 'Leggerò il bando - risponde - e non è affatto escluso che anche il Consorzio Biblioteche, se ci sono le condizioni, possa partecipare con una sua ipotesi e con un ruolo, sottolineo, di garanzia. Ben vengano i privati, ma il pubblico deve controllare, coordinare e in qualche modo anche calmierare certi aspetti. La cultura deve essere di tutti e per tutti. E mi pare di poter affermare che in questi anni l'Istituzione che ho l'onore di guidare e che si è guadagnata uno spazio di credibilità e autorevolezza a livello nazionale, abbia messo in pratica questo principio con assoluta e totale determinazione'.
Ma la questione con l'amministrazione comunale e in particolare con l'assessore Barelli è tutt'altro che chiusa. 'Penso, innanzitutto, che non sia il caso di fare polemiche con l'assessore Barelli. Mi permetto solo di osservare, in premessa, che certe sue espressioni sono offensive. Non per la mia persona, ma per i lavoratori. Dire che il Consorzio 'grava' sulle casse del Comune non è giusto nei confronti dei dipendenti che operano senza prendere una lira di straordinario e il cui contributo è decisivo. Perché si possono avere avere le idee più belle, ma senza le maestranze che gratuitamente vanno ben oltre il loro orario di lavoro, non si concluderebbe niente. Con la logica di Barelli, si potrebbe dire che anche la sua indennità di assessore 'grava' sulle tasche di tutti i cittadini'.
C'è stato, comunque, l'intervento del sindaco Michelini a stemperare un po' gli animi... 'L'ho apprezzato - riprende Pelliccia - anche se sinceramente mi è parso un po' troppo... democristiano. Il dibattito è sacrosanto e quindi è sempre utile, ma prima di valutare è bene addentrarsi nel merito'. E qual è la sostanza del problema? 'Solo un pazzo potrebbe pensare di utilizzare un solo centesimo di contributi pubblici destinati alle biblioteche per iniziative riguardanti il Genio. Già sono pochi per i compiti istituzionali del Consorzio... Non ci sarebbe alcun aggravio per le casse comunali e quindi per tutti i viterbesi. Vale la pena ricordare che solo grazie alle donazioni e ai contributi di singoli o di aziende possiamo continuare ad acquistare libri. L'ultimo episodio proprio venerdì scorso quando un cittadino è venuto da me e mi ha consegnato un assegno per la biblioteca'. Ma allora come funziona la sua proposta? 'Io intendo il Consorzio come garante della collettività per consentire una gestione veramente pubblica del Cinema Genio. E' chiaro che dietro ci sarebbero importanti investitori privati, ma va garantito che l'istruzione e la cultura devono essere gratis e per tutti'.
Il quadro comincia a delinearsi in modo più netto... 'E' evidente - continua Paolo Pelliccia - che il Genio che verrà dovrà assolvere a compiti commerciali, ma con quattro sale si può anche pensare ad altro. Così come si può pensare ad bistrot per intrattenimenti sull'esempio di quel che accade in Inghilterra o in Francia. E comunque la programmazione cinematografica occupa di solito il pomeriggio e soprattutto la serata: di mattina l'intera struttura sarebbe disponibile per altro. Le idee ci sono ed ecco perché il progetto va ascoltato prima di pronunciarsi con un sì o con un no'. Di più non si riesce a tirar fuori, ma vale la pena ricordare che Renzo Rossellini è uno dei principali sostenitori (insieme a Maurizio Scaparro) della recentissima sezione riguardante gli spettacoli: chissà che non ci possa essere dietro proprio lui nel progetto per riaprire la centralissima sala viterbese.