

E' entrata in vigore alle 8 ora locale (le 7 in Italia) la tregua bilaterale di 3 giorni tra Israele e Hamas. L'esercito israeliano ha annunciato il suo totale ritiro dalla Striscia, con un piccolo contingente che rimarrà al confine in caso di violazione del cessate il fuoco da parte palestinese. Fino agli ultimi minuti dall'entrata in vigore della tregua ancora razzi contro Israele, che ha risposto con raid.
'Una delegazione israeliana e' arrivata al Cairo' per 'una breve visita di qualche ora': lo hanno riferito 'fonti informate' dell'aeroporto della capitale egiziana.
'Se Hamas viola la tregua, commette un serio errore'. Lo ha detto il generale Sami Turgeman a capo del Comando sud dell'esercito israeliano. Parlando con i media vicino al confine con Gaza, Turgeman ha spiegato che le truppe 'sono schierate in forza intorno alla Striscia e attorno alle comunità del sud in modo da continuare a rassicurare i residenti'. Il militare ha poi invitato questi ultimi a rientrare nelle loro case. 'Abbiamo completato in pieno la nostra missione - ha aggiunto Turgeman - e abbiamo localizzato e distrutto tutti i tunnel di infiltrazione'. 'L'operazione 'Margine protettivo' non e' finita. Le forze dispiegate intorno alla Striscia - ha concluso - sono pronte a continuare''.
Onu, bozza risoluzione su tavolo Consiglio sicurezza - Condanna di tutte le violenze dirette contro i civili e degli attacchi contro le scuole delle Nazioni Unite, richiesta di un cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato e dell'immediato ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza: sono i punti fondamentali della bozza di risoluzione approdata sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Il testo, ottenuto dall'ANSA, e' 'in blu', che nel gergo Onu indica che verra' votato entro le successive 24 ore. Nel testo della bozza di risoluzione si invitano quindi le parti interessate a stabilire un meccanismo per monitorare l'attuazione della tregua. Si chiede quindi a tutte le parti il rispetto dell'inviolabilita' delle strutture Onu e il rispetto del diritto umanitario internazionale, compresa la Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra del 1949.
Sono stati circa 900 gli ''operativi'' di Hamas, Jihad islamica e altre fazioni ''terroristiche'' uccisi dall'esercito israeliano nei 29 giorni di operazioni nella Striscia di Gaza. Il dato e' stato riferito a Times of Israel da una fonte militare secondo cui in totale sono stati 4.800 gli obiettivi colpiti nell'enclave palestinese. Secondo fonti sanitarie della Striscia, i morti causati dall'esercito sono stati più di 1.800, tra cui civili e molti bambini.
L'esercito israeliano non è più nella Striscia: lo ha detto il portavoce militare, secondo il quale 'tutte le forze sono uscite da Gaza'. Israele ha cosi' confermato il ritiro delle forze, come previsto dalla tregua di 72 ore iniziata stamane alle otto ora locale (le sette in Italia).
Gerusalemme rivive l'incubo dei bulldozer della morte - Un bulldozer che semina panico e morte: una macabra consuetudine per Gerusalemme, rivissuta oggi, ma che ha prodotto vittime altre volte in passato, negli ultimi anni. In quest'ultima occasione, un uomo a bordo di una ruspa si è scagliato contro un autobus, uccidendo un passante e ferendo il conducente dello stesso autobus, che in quel momento era vuoto. Il presunto terrorista, già noto alle forze di sicurezza per un altro incidente, è stato ucciso da un poliziotto. Cinque anni fa, a marzo 2009, un altro giovane (Miri Radeideh, palestinese di 26 anni di Gerusalemme est) alla guida di un bulldozer investì un'autopattuglia della polizia, prima di essere ucciso dal fuoco di un agente e di un tassista. L'attacco venne rivendicato da ''I liberi della Galilea'', un gruppo fantomatico che in passato si era già attribuita la paternita' di analoghi attacchi 'artiginali' a Gerusalemme. Il 22 luglio 2008 il 22enne Ghassan Abu Tir investì con una ruspa automobili e passanti nel centro di Gerusalemme, prima di essere ucciso dal fuoco di un civile e di un agente, mentre a meno di un chilometro di distanza il presidente palestinese Abu Mazen era per la prima volta ospite del presidente Shimon Peres nella sua residenza. Nell'attacco rimasero ferite sedici persone. Il giovane era un parente di Mahmud Abu Tir, un dirigente politico di Hamas detenuto da Israele. Venti giorni prima, il 2 luglio, era stata la volta del 30enne Hussam Tayassir Dwayat, giunto dal rione di Zur Baher di Gerusalemme est, dove viveva con moglie e due figli, per seminare la morte in citta' a bordo di una pesante ruspa. L'uomo attraversò una strada trafficata nel settore ebraico della città, travolgendo per centinaia di metri tutte le automobili, i passanti e anche un autobus, prima di essere ucciso da un agente e due civili. La sua folle corsa provocò quattro morti ed un'ottantina di feriti.
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