ANNO 16 n° 273
Gaza: cominciata la tregua umanitaria voluta da Israele
04/08/2014 - 09:50

Alle ore 10 locali (le 9 in Italia) e' iniziata a Gaza una tregua umanitaria decisa unilateralmente da Israele. Lo ha reso noto la radio militare. Nelle prossime 7 ore le forze israeliane non apriranno il fuoco, se non saranno direttamente minacciate da Hamas. La tregua non riguarda tuttavia una zona ad est di Rafah, nell'estremità meridionale della Striscia.

 

Israele annuncia: 'Ucciso capo intelligence Jihad islamica' Il capo dell'intelligence della Jihad islamica a Gaza, Danyal Mansur, è stato ucciso nella notte tra domenica e lunedì in un'operazione dall'esercito israeliano nella Striscia. Lo riportano i media israeliani, citando lo Shin Bet. Secondo l'intelligence di Israele, Mansur sarebbe stato il comandante del distretto nord e responsabile del lancio dei missili ad alta traiettoria contro il territorio israeliano durante l'operazione Pilastro difensivo del 2012.

 

Colpiti 20 obiettivi stanotte nella Striscia

L'esercito israeliano ha colpito la scorsa notte oltre 20 obiettivi nella Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani. Un portavoce militare afferma che nelle ultime 24 ore sono stati distrutti altri due tunnel. Secondo un alto responsabile dell'esercito, una volta che tutti i tunnel saranno distrutti, l'esercito riesaminerà la situazione per decidere come procedere. Le recinzione di frontiera hanno bisogno di riparazioni e le nostre forze devono rimanere vicino alla Striscia', aggiunge la fonte.

 

12 arresti per rivolte a Gerusalemme

La polizia di Gerusalemme e di frontiera ha arrestato nella notte 12 persone sospettate di essere coinvolte nelle rivolte scoppiate negli ultimi giorni nell'area della città. Lo riportano i media israeliani. Da inizio luglio la polizia ha arrestato 430 sospetti rivoltosi, 150 dei quali incriminati. Molte le rivolte di giovani arabi scoppiate in Israele contro l'offensiva dell'esercito nella Striscia di Gaza.

 

'Sognava di 'aggiustare' questo mondo sconvolto da conflitti, di migliorarlo': questa l'aspirazione del tenente Hadar Goldin (23 anni) dato venerdì per disperso a Gaza e ritenuto prigioniero di Hamas. Oggi, sulla tomba del figlio nel cimitero militare di Kfar Saba, il padre Simha Goldin ha raccontato le sue qualità a diecimila persone giunte da tutto il Paese. Con tono stoico ha avanzato ai presenti una sola richiesta: che al ritorno alle loro abitazioni facciano loro almeno una delle qualità del figlio. Ad esempio, l'indulgenza verso il prossimo. Poco prima il premier Benyamin Netanyahu gli aveva telefonato: 'La statura di Hadar - gli ha detto - è stata gigantesca. Un grande eroe. Con la sua morte ha contribuito all'indipendenza del popolo d'Israele'.

 

Accanto a Goldin, sotto i radi cipressi del cimitero, c'era il ministro della Difesa Moshe Yaalon, un lontano parente. A tratti, si sono tenuti per mano. Per arrivare al cimitero militare, i Goldin hanno solo dovuto attraversare la strada. Ancora ieri erano persuasi che il figlio fosse vivo, prigioniero di Hamas. 'Non lasciate Gaza finché mio figlio non sarà tornato', aveva implorato la madre, Lea-Hedva, alla televisione. Ma in nottata il rabbino capo dell'esercito ha informato i Goldin che in un tunnel di Hamas erano stati trovati 'reperti' significativi che dimostravano in maniera definitiva che Hadar era morto nel corso del tentativo di rapirlo, e che era possibile svolgere un funerale. Fra le righe dei comunicati ufficiali, si intuisce che una parte del suo corpo non è stato però recuperato. 'Coraggio e modestia': queste erano le parole che il tenente Goldin, della brigata di fanteria Ghivati, aveva scritto sul giubbotto di combattimento. 'Era un po' come il biblico re Davide - ha detto il comandante diretto -. Quel re si faceva 'morbido come un verme' quando leggeva i testi sacri, 'ma diventava duro come il legno' quando si preparava alla guerra'.

 

Egualmente, Hadar Goldin a casa amava la pittura e la musica. Ma quando indossava la divisa, non aveva più debolezze. Gradualmente, e forse necessariamente, gli elogi funebri di questo giovane educato nelle istituzioni del nazionalismo religioso hanno assunto un carattere spiccatamente ideologico. Dal modesto cimitero militare di Kfar Saba, in uno spigolo di un tranquillo rione della borghesia israeliana, è giunta così una risposta al provocatorio messaggio lanciato giorni fa dalla clandestinità dal capo militare di Hamas, Mohammed Deif. 'Quel diavolo scellerato - ha detto un educatore di Goldin - ha detto che i suoi soldati anelano alla morte mentre i nostri anelano alla vita'. 'Ha ragione: c'è un vero abisso fra una religione che predica la morte, e la nostra che sceglie comunque la vita'.

 

Ma Deif, ha proseguito, sbaglia di grosso se ne deduce che amando la vita i soldati di Israele siano pavidi. Anzi proprio la guerra imposta da Hamas ha 'temprato lo spirito del popolo d'Israele'. Agli antipodi dei ragionamenti metafisici - ascoltati peraltro dalla folla in un silenzio raccolto - è stata la fidanzata, Edna, a restituire a Goldin la dimensione di ragazzo positivo che amava la vita. Sulla porta della stanza aveva scritto: 'Vietato entrare a chi non sorride'. Si dovevano sposare presto, gli inviti erano pronti. 'Volevo così tanto essere tua moglie', ha sospirato. 'Non vedo l'ora che potremo incontrarci di nuovo'. Venerdì era semplicemente la ragazza di un soldato vivo. Oggi, per sua sventura, è la mancata sposa di un eroe morto.

ansa.it






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