ANNO 16 n° 272
Gasparri: “Non credo che si tornerà all'elezione diretta delle Province”
Il vicepresidente del Senato apre il secondo giorno di lavoro dell'assemblea dell'Anci Lazio
Gabriele
21/10/2023 - 07:31
di Gabriele Mazzetti

VITERBO – Presso lo Spazio Attivo di regione Lazio, a Valle Faul, si è svolto il secondo giorno di lavori dell'Assemblea Regionale dei Comuni del Lazio, organizzata da Anci (associazione nazionale comuni italiani). L'evento ha visto i sindaci della provincia di Viterbo, discutere e ragionare sui temi cardine per le amministrazioni italiane. Spazio quindi ai focus sui piani di finanziamento della regione Lazio, l'utilizzo dei fondi del PNRR, le sfide per la difesa dell'ambiente e le responsabilità legali dei sindaci.

Ad aprire i lavori, l'intervento del vicepresidente del Senato della Repubblica, sen. Maurizio Gasparri. Il senatore di Forza Italia si è soffermato su tre aspetti principali che riguarderanno l'agenda politica del governo italiano nei prossimi mesi: la riforma sull'abuso d'ufficio dei primi cittadini, il limite dei mandati e il ritorno al voto per le amministrazioni provinciali.

Sul tema delle responsabilità legali dei sindaci, il sen. Gasparri ha dichiarato: “Spesso si crea l'equivoco che noi vogliamo l'impunità per i sindaci. Per abuso d'ufficio, negli anni, sono state raccolte migliaia e migliaia di contestazioni, ma alla fine le condanne sono state pochissime. Questo cosa sta a significare? Evidentemente c'è una norma che paralizza il lavoro delle amministrazioni. Non vogliamo garantire l'impunità, ma solo permettere ai primi cittadini di lavorare. Va fatta una riforma in questo senso. Le norme per penalizzare i comportamenti fraudolenti rimarrebbero comunque, ma il troppo ricorrere agli “abusi d'ufficio” sta paralizzando le opere delle amministrazioni.”

L'attenzione poi si è spostata sul limite dei mandati. “Per quanto riguarda i mandati ci sono dei problemi. Per i comuni medio piccoli un abbattimento dei limiti di mandato sarebbe utile, visto che in questi luoghi c'è difficoltà nel mandare avanti la democrazia. Si fa fatica a trovare persone nel territorio che vogliamo lavorare per le amministrazioni. E' tempo di prendere decisioni in tal senso prima che sia troppo tardi.”

Il tema su cui il vicepresidente del Senato si è maggiormente soffermato è il ritorno all'elezione diretta delle province e l'aumento dei poteri per queste amministrazioni. “Sulle province sono favorevolissimo alla riforma e al ritorno alle elezioni dirette. Ma sembra che ci sia paura nel lavorare in questa direzione perché subito scattano le campagne mediatiche sul ritorno del “magna magna” e la corsa alle poltrone. I cittadini non sanno che le province sono rimaste come enti intermedi. Nel tessuto italiano le province sono necessarie e devono tornare con una dose di mansioni superiori a quelle di oggi. Deve tornare anche l'elezione diretta, perché altrimenti si perde il rapporto con i cittadini. Si era ipotizzato che in concomitanza con le elezioni europee si tornasse a votare per le province. Per invogliare gli italiani a tornare al seggio con una doppia votazione, e per non sprecare denaro in un turno elettivo separato. Non mi pare, però, che sia maturata la volontà di muoversi in questa direzione, c'è la paura di sembrare “poltronisti”. Siamo ad ottobre inoltrato, i testi in parlamento ci sono, ma non vedo la volontà di accelerare il percorso legislativo. Anche il discorso di abbassare il compenso ad assessori e amministratori, nel caso di ritorno ai pieni poteri per le provincie, permetterebbe la candidatura solo di ricchi o “faccendieri”. Anche il parlamento funziona peggio con 600 membri invece di 900. A subire le conseguenze sono proprio le province meno popolose, come quella di Viterbo, perché il dato demografico finisce per favorire i grandi collegi dove ci sono più rappresentanze in parlamento. Si sta perdendo il senso della democrazia vissuta quotidianamente.- ha così concluso Maurizio Gasparri - Basta con queste demagogie sulla politica vista solo come spesa da diminuire.”

VITERBO – Presso lo Spazio Attivo di regione Lazio, a Valle Faul, si è svolto il secondo giorno di lavori dell'assemblea Regionale dei Comuni del Lazio, organizzata da ANCI (associazione nazionale comuni italiani). L'evento ha visto i sindaci della provincia di Viterbo, discutere e ragionare sui temi cardine per le amministrazioni italiane. Spazio quindi ai focus sui piani di finanziamento della regione Lazio, l'utilizzo dei fondi del PNRR, le sfide per la difesa dell'ambiente e le responsabilità legali dei sindaci.

 

Ad aprire i lavori, l'intervento del vicepresidente del Senato della Repubblica, sen. Maurizio Gasparri. Il senatore di Forza Italia si è soffermato su tre aspetti principali che riguarderanno l'agenda politica del governo italiano nei prossimi mesi: la riforma sull'abuso d'ufficio dei primi cittadini, il limite dei mandati e il ritorno al voto per le amministrazioni provinciali.

 

Sul tema delle responsabilità legali dei sindaci, il sen. Gasparri ha dichiarato: “Spesso si crea l'equivoco che noi vogliamo l'impunità per i sindaci. Per abuso d'ufficio, negli anni, sono state raccolte migliaia e migliaia di contestazioni, ma alla fine le condanne sono state pochissime. Questo cosa sta a significare? Evidentemente c'è un norma che paralizza il lavoro delle amministrazioni. Non vogliamo garantire l'impunità, ma solo permettere ai primi cittadini di lavorare. Va fatta una riforma in questo senso. Le norme per penalizzare i comportamenti fraudolenti rimarrebbero comunque, ma il troppo ricorrere agli “abusi d'ufficio” sta paralizzando le opere delle amministrazioni.”

 

L'attenzione poi si è spostata sul limite dei mandati. “Per quanto riguarda i mandati ci sono dei problemi. Per i comuni medio piccoli un abbattimento dei limiti di mandato sarebbe utile, visto che in questi luoghi c'è difficoltà nel mandare avanti la democrazia. Si fa fatica a trovare persone nel territorio che vogliamo lavorare per le amministrazioni. E' tempo di prendere decisioni in tal senso prima che sia troppo tardi.”

 

Il tema su cui il vicepresidente del Senato si è maggiormente soffermato è il ritorno all'elezione diretta delle province e l'aumento dei poteri per queste amministrazioni. “Sulle province sono favorevolissimo alla riforma e al ritorno alle elezioni dirette. Ma sembra che ci sia paura nel lavorare in questa direzione perché subito scattano le campagne mediatiche sul ritorno del “magna magna” e la corsa alle poltrone. I cittadini non sanno che le province sono rimaste come enti intermedi. Nel tessuto italiano le province sono necessarie e devono tornare con una dose di mansioni superiori a quelle di oggi. Deve tornare anche l'elezione diretta, perché altrimenti si perde il rapporto con i cittadini. Si era ipotizzato che in concomitanza con le elezioni europee si tornasse a votare per le province. Per invogliare gli italiani a tornare al seggio con una doppia votazione, e per non sprecare denaro in un turno elettivo separato. Non mi pare, però,che sia maturata la volontà di muoversi in questa direzione, c'è la paura di sembrare “poltronisti”. Siamo ad ottobre inoltrato, i testi in parlamento ci sono, ma non vedo la volontà di accelerare il percorso legislativo. Anche il discorso di abbassare il compenso ad assessori e amministratori, nel caso di ritorno ai pieni poteri per le provincie, permetterebbe la candidatura solo di ricchi o “faccendieri”. Anche il parlamento funziona peggio con 600 membri invece di 900. A subire le conseguenze sono proprio le province meno popolose, come quella di Viterbo, perché il dato demografico finisce per favorire i grandi collegi dove ci sono più rappresentanze in parlamento. Si sta perdendo il senso della democrazia vissuta quotidianamente.- ha così concluso Maurizio Gasparri - Basta con queste demagogie sulla politica solo come spesa da diminuire.”






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