

Trovare una data che sancisca l’inizio della storia dei videogiochi non è così semplice come potrebbe apparire per chi non è esperto in questo campo. Le origini del videogioco risalgono al secondo dopoguerra del secolo scorso, quando vennero realizzati i primi progetti di un prodotto capace di consentire l’interazione tra uomo e macchina, a carattere ludico attraverso uno schermo. Questa come sappiamo può essere la corretta e attuale definizione di videogioco, anche se oggi la funzionalità e il controller spesso sono parte integrata dello schermo stesso (tablet e smartphone, ad esempio). Se vogliamo ricercare in modo meticoloso una data storica, si può partire da quel 25 gennaio 1947, quando in quel di Passaic, cittadina del New Jersey, due uomini si presentarono all’ufficio brevetti. Sono Thomas Goldsmith e E. Ray Mann, due ricercatori per un’azienda attiva nella produzione e nello sviluppo di tubi catodici. Stavolta però non sono coinvolti nella realizzazione di un nuovo schermo: hanno in mente di presentare un apparecchio per giocare, uno strumento che hanno chiamato Cathode-ray tube amusement device. Mediante la regolazione di alcune manopole, l’apparecchio contente all’utente di regolare il lancio parabolico di un missile, nel tentativo di colpire alcuni bersagli volanti. Il tubo catodico traccia una linea su di uno schermo, così che il giocatore potrà seguire la traiettoria del missile e apportare correzioni in base alle esigenze del caso.
Dagli anni cinquanta ai settanta: evoluzione dei videogiochi
Rispetto a questa storia ambientata nel 1947, durante gli anni cinquanta vengono fatti diversi passi in avanti per potenziare la struttura dei videogiochi, ma bisogna comunque arrivare fino agli anni settanta per avere un numero davvero cospicuo di utenti che sappiano davvero che cosa sia un videogioco. Come viene abilmente raccontato e descritto nella serie tv High Score, gli anni settanta sono stati il viatico di successo per il mondo della videoludica di tipo industriale. Grazie a nomi come Atari, Nintendo e Commodore, la tecnologia compie dei passi in avanti e si inizia a parlare di arcade gaming e dei cabinati che sono presenti nelle sale giochi. Fino a quel momento però era tutto nelle mani di pochi creativi che stavano sperimentando nuovi modelli funzionali per utenti e giocatori.
I primi personal computer e le console per il gioco
All’inizio degli anni settanta i computer iniziano a costare sette volte meno, rispetto al passato, motivo per cui molte università iniziano a dotarsene. Tra queste figura naturalmente il MIT, motivo per cui molti suoi studenti iniziarono a interessarsi e a specializzarsi in questo ramo. Tra questi una delle prime figure di spicco è stato Steve Russell. Russell è diventato famoso per aver inventato Spacewar! simulatore di battaglie spaziali. Altri titoli di riferimento sono Tennis for Two, mentre sarà Pong uno dei primi giochi a essere commercializzato per la Atari nel 1972. Pong che proprio quest’anno, il prossimo novembre compirà 50 anni. Il 1972 fu un anno importante per la cultura pop, David Bowie dominava le classifiche con il suo “Ziggy Stardust” e il cinema dopo il successo di 2001: odissea nello spazio di Kubrick, iniziava a interrogarsi sulla possibilità di colonizzare nuovi pianeti. La fantascienza era nel suo massimo splendore: un contesto ideale anche per il settore videoludico e per certi titoli che di lì a breve sarebbero diventati dei grandi best seller. Grazie all’intuizione di un editore giovane e spavaldo come Jann Wanner di Rolling Stone, la rivista sponsorizza un torneo, il primo tra videogiocatori di cui si abbia notizia. Un percorso che dopo cinquant’anni conduce al boom mediato e all’esplosione attuale degli eSport. Tutto inizia però nei primi anni settanta, quando i giochi erano ancora una cosa di pochi. Per farci un’idea nel 1970 era stata disputata a Las Vegas la prima edizione del World Series of Poker, dove presero parte i sette migliori giocatori americani.
Conclusioni finali
Nonostante per molte persone vi sia ancora molto scetticismo, le potenzialità della videoludica emergono proprio nel corso dei primi anni settanta, anche se i videogiochi sono ancora un affare per pochi, pochissimi esperti e appassionati. Ci vorrà tempo e importanti investimenti per arrivare al boom rappresentato dagli anni ottanta, grazie alle sale giochi e ai cabinati con schermo e pulsantiera che funzionano a gettoniera come per le slot machine presenti nei casinò dal vivo di Reno e Las Vegas, Nevada.