ANNO 16 n° 273
Gallura, Frigeri confessa: 'Ho collaborato alla strage'
21/05/2014 - 09:43

Angelo Frigeri, il presunto killer della strage familiare di Tempio Pausania, ha ammesso di aver collaborato materialmente all'omicidio dei coniugi Azzena e del figlio Pietro di soli 12 anni. La confessione, secondo quanto si è appreso, è avvenuta durante gli interrogatori in cui però ha spesso cambiato versione. Davanti agli investigatori e agli inquirenti Angelo Frigeri ha raccontato più volte quanto accaduto nella casa dove è avvenuta la strage: in un caso ha detto di essere stato minacciato e costretto ad aprire la porta a chi poi avrebbe sterminato l'intesa famiglia Azzena; in un altro di essere stato costretto a ripulire la scena del crimine e in un'altro ancora di aver collaborato con gli assassini a uccidere padre, madre e figlio, di aver quindi partecipato materialmente al delitto.

 

Applausi e lacrime per le bare, mercoledì funerali e lutto cittadino - Lutto cittadino a Tempio Pausania mercoledì 21 maggio per i funerali della famiglia Azzena, trucidata in casa sabato scorso. Lo ha deciso il sindaco della cittadina gallurese, Romeo Frediani. Tutti gli uffici pubblici, le scuole di ogni ordine e grado, le caserme, le attività autonome, gli imprenditori e i commercianti sono stati invitati a sospendere le attività in concomitanza con le esequie. Le bandiere esterne agli edifici pubblici saranno esposte a mezz'asta per l'intera giornata. E un applauso scrosciante si è levato davanti al passaggio della piccola bara bianca che è entrata, insieme alle altre due più grandi, nella camera ardente allestita nella chiesa di Nostra Signora del Rosario a Tempio Pausania dalla piccola folla radunata sul sagrato, che ha salutato l'arrivo delle salme. Qualcuno non è riuscito a trattenere le lacrime. I tre feretri rimarranno nella camera ardente sino a mercoledì pomeriggio, quando verranno spostati nella cattedrale di San Pietro Apostolo, dove alle 15 sono previsti i funerali.

 

Una pezza sul volto di Pietro - E si stanno concentrando anche sul possibile movente le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sassari e della Compagnia di Tempio Pausania sul brutale omicidio di Giovanni Maria Azzena, 50 anni, della moglie Giulia, di 46, e del figlio dodicenne. Si lavora su diversi fronti, primo fra tutti i rapporti tra Azzena e Angelo Frigeri, l'artigiano di 32 anni per ora l'unico accusato di essere l'autore della strage. I carabinieri attendono di conoscere dai risultati delle autopsie la sequenza del delitto, verificare quindi se siano stati uccisi prima i genitori e poi il bambino. Proprio sulla morte del piccolo Pietro emerge un elemento particolare: sul suo volto i carabinieri e il medico legale hanno trovato una pezza di stoffa. L'assassino ha quindi coperto il volto del bambino dopo averlo ucciso.

 

Truffe univano vittima e fermato - I due, secondo quanto emerso dalle indagini, oltre ad essere legati da un rapporto lavorativo - i lavoretti che stava eseguendo in casa l'operaio ne sono la conferma - agivano insieme anche per attività non del tutto lecite. Piccole truffe e raggiri che sarebbero stati portati a termine nell'ultimo anno. Sul fronte della presunta relazione tra l'operaio fermato e la moglie di Azzena, Giulia Zanzani, invece, gli investigatori confermano che i due si conoscevano bene, ma non c'era apparentemente nessun rapporto amoroso.

 

Ris ancora al lavoro - Intanto continuano le verifiche e gli accertamenti tecnici, con i Ris che sono tornati in via villa Bruna, a Tempio Pausania, nella casa in cui sabato sera è stata brutalmente uccisa l'intera famiglia Azzena. Si cercano ulteriori elementi da poter incrociare con gli altri recuperati nelle indagini, e soprattutto con i dati relativi all'autopsia. I riscontri incrociati e l'esame del Dna sulle tracce di sangue trovate in casa (ma i risultati arriveranno tra alcuni giorni) serviranno ai carabinieri per capire se Angelo Frigeri, fermato per il triplice omicidio di sabato, abbia agito da solo o se con lui c'erano altre persone. Gli inquirenti cercano verifiche alle dichiarazioni contraddittorie rilasciate dall'operaio tuttofare, in particolare sulla presenza di altre persone sul luogo del delitto, sulle minacce ricevute da parte di due napoletani e sul coinvolgimento di persone di Tempio. Dichiarazioni che nel corso degli interrogatori sono più volte cambiate.

 

Proseguono gli interrogatori, diversi sotto torchio - In nottata e questa mattina sono ripresi gli interrogatori. Sentite persone per verificare la loro posizione e testimoni che potrebbero aver visto allontanarsi gli assassini. In particolare si cerca di verificare le dichiarazioni contraddittorie rilasciate da Frigeri, arrestato domenica. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, con i colleghi della Compagnia di Tempio Pausania, coordinati dalla Procura guidata da Domenico Fiordalisi, vogliono fare piena luce sul brutale delitto. Il fermo di Frigeri, rinchiuso da ieri nel carcere di Sassari, non ha rallentato le indagini.

 

Il padre del fermato, 'siamo sconvolti' - 'Lasciateci stare, vogliamo essere lasciati in pace'. Ha la voce strozzata in gola Giorgio Frigeri, il padre di Angelo. 'Non ho veramente nulla da dire - ha sottolineato l'uomo raggiunto telefonicamente dall'ANSA - questa vicenda ci ha sconvolti e in questo momento vogliamo solo essere lasciati stare'. Dopo la rinuncia all'incarico da parte dell'avvocato Giovanni Azzena, la famiglia Frigeri sta ora cercando di affidare al più presto la difesa di Angelo a un altro legale. Giovanni Azzena, che rappresentava Frigeri, ha rimesso ufficialmente il mandato per 'contrasti sulla strategia difensiva con il cliente - ha detto il legale all'ANSA - l'impossibilità è poi dovuta a un coinvolgimento emotivo in relazione alla vicenda che non mi consente di proseguire l'incarico con la necessaria serenità'.

ansa.it






Facebook Twitter Rss